La Sicilia nel caos. Musumeci non arretra sulla chiusura degli hotspot. Per il ministro Provenzano è uno spot alla Lega. M5S: Così si nasconde la verità sulla sanità a pezzi

di Giorgio Iusti
Politica

“Da stamattina, a quanto apprendo, si è iniziato a svuotare l’hotspot di Pozzallo, dove alle 11 è stato inviato il nostro team per esaminare l’idoneità dei locali. I ricorsi notificati a mezzo stampa non producono effetti. Ma alzare la voce, a tutela della salute pubblica, evidentemente sì. Vedremo se in qualche giorno si ristabilirà la legalità”. E’ quanto ha scritto su Facebook il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, a proposito della sua discussa ordinanza che imponeva da mezzanotte lo sgombero degli hotspot e dei centri di accoglienza allestiti sull’isola. Circolare che prevedeva, inoltre, l’invio, da parte delle Aziende sanitarie provinciali, del personale medico per accertare l’idoneità delle strutture. Il sindaco di Pozzallo, Roberto Ammatuna, da parte sua ha spiegato che sono stati trasferiti i 62 positivi al coronavirus.

Non cede, dunque, il governatore siciliano, negando uno scontro politico tra Stato e Regione e accusando il Governo Conte di creare “campi di concentramento che chiamano tendopoli in un deposito militare a Vizzini, abbandonato da anni”, va avanti con la sua ordinanza che prevede la chiusura di hotspot in Sicilia contro il dilagare del Covid-19. Musumeci sostiene che la materia dell’immigrazione appartiene allo Stato, ma quella sanitaria è in carico a Palazzo dei Normanni. “Io agisco come soggetto attuatore per l’emergenza Covid, quindi da un punto di vista sanitario e di salute pubblica”, ha dichiarato. Ancora: “Aspettiamo la mezzanotte: se i soggetti che sono chiamati a dare attuazione alla mia ordinanza non dovessero farlo, a noi rimane solo una strada: rivolgerci alla magistratura. Non ci interessa chi c’è là dentro, ma le condizioni in cui stanno queste persone. Se la competenza sanitaria è dello Stato, allora lo Stato è fuorilegge”.

Musumeci ha quindi specificato che a Lampedusa sono stati trovati 58 migranti positivi al Covid e che gli sbarchi nella regione, che definisce “impressionanti”, solo a luglio hanno riguardato 7.067 migranti e a metà agosto oltre 3 mila. “Lo scorso anno ad agosto i migranti sono stati in totale 1.268 e a luglio, 1.088”, ha aggiunto. Il governatore ha poi assicurato che una task-force della Regione sta verificando le condizioni igienico-sanitarie negli hotspot e nei centri di accoglienza. “Se dovessero risultare idonei, verrebbe meno la nostra ordinanza, se invece sarà confermato quello che abbiamo visto più volte con i nostri occhi non si potrà consentire che in quelle strutture vengano ospitati esseri umani”, ha detto lasciando così aperto uno spiraglio per recedere dalla linea dura.

A sostenerlo, e non poteva essere diversamente, il solito Matteo Salvini: “Do il mio massimo sostegno a Musumeci che ha chiuso tutti i centri di accoglienza e chiedo agli amministratori e governatori della Lega di fare la stessa cosa”. Così come Giorgia Meloni: “Se i vari esponenti del governo pentapiddino non sono in grado di difendere i confini italiani, siano loro ad andare a casa. Non c’è più tempo da perdere: blocco navale subito per fermare gli sbarchi”.

Per il Governo, che ha analizzato la vicenda in un vertice ieri a Palazzo Chigi tra i capi delegazione, quello di Musumeci non è nulla più che uno spot a favore del Carroccio. “Musumeci sta mettendo la Sicilia al servizio della Lega. Questo mi sembra evidente – ha affermato il ministro per il Sud, Giuseppe Provenzano – perché se un presidente come lui, che conosce le leggi, il riparto di competenze con lo Stato, ed è anche un uomo di esperienza, firma un’ordinanza che è una provocazione, l’unica ragione mi sembra quella di volersi piegare ad una polemica politica. Non può servirsi dei problemi della Sicilia per fare campagna elettorale nelle altre regioni”.

A ricordare al governatore quella che è la vera priorità è stato poi M5S. “La Sicilia risulta essere la regione con il minor numero di tamponi effettuati in rapporto alla popolazione residente, addirittura meno della metà della media nazionale. Il presidente Musumeci, invece di emanare ordinanze platealmente e consapevolmente farlocche, si concentri sulla salute dei siciliani, utilizzando le risorse messe a disposizione dal governo nazionale, per migliorare il sistema sanitario regionale di sua competenza”, hanno evidenziato i parlamentari pentastellati Roberta Alaimo, Valentina D’Orso e Adriano Varrica. “La Sicilia – hanno aggiunto – a il secondo maggior valore in assoluto di ricoverati in terapia intensiva”.