La stampa filo islamica ha il suo Charlie Hebdo. In Turchia una bomba in redazione uccide una giornalista del mensile Adimlar

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La libertà di stampa dà fastidio anche in Turchia. E così ieri hanno provato a mettere il bavaglio a una rivista filo-Isis. Una giornalista è stata uccisa e altri tre colleghi sono rimasti feriti. Secondo le prime ricostruzioni della Polizia l’esplosione sarebbe stata causata da una bomba. L’ordigno era stato deposto davanti alla porta della rivista ed è esplosa all’apertura della redazione uccidendo Unsal Zor.

QUEI LEGAMI SOSPETTI
L’attacco a Istanbul, nel quartiere popolare di Kagithane, nella redazione del mensile Adimlar che, nella linea editoriale, fa del suo cavallo di battaglia la denuncia dell’esistenza di un imperialismo coloniale occidentale in Medio Oriente e nel mondo islamico, sostenendo la necessità di difendersi con le armi. Già in passato il mensile aveva elogiato, neanche troppo velatamente, l’omicidio di un agente dei servizi segreti israeliani ucciso dall’Isis. La piccola rivista è vicina al gruppo Fronte radicale islamico Ibda-C, precisa Zaman online. Fino alla tarda serata di ieri l’attentato non era ancora stato rivendicato da nessuno gruppo militare o politico. Fatto sta che l’attentato arriva poco più di due mesi prima delcruciali elezioni politiche turche fissate per il prossimo 7 giugno. Trattandosi di un attacco a una redazione non poteva non tornare alla mente l’attacco dei terroristi filo Isis alla redazione francese di Charlie Hebdo. Con conseguenze ben peggiori. In Francia nel mirino c’era finita la rivista per le sue vignette satiriche contro l’Isis. Questa volta, invece, sono i giornalisti filo-islamici a essere finiti sotto tiro.

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di Gaetano Pedullà

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