La tenaglia dei burocrati sul Governo. Il Fondo monetario taglia le stime del Pil: nel 2017 sarà al +0,7% e l’Italia resterà il brutto anatroccolo d’Europa

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Dopo le richieste dell’Europa sui conti pubblici, per l’Italia arriva un’altra pessima notizia: il Fondo monetario internazionale, nel World Economic Outlook, ha rivisto al ribasso le stime del Pil per il 2017. La crescita si fermerà allo 0,7% invece dello 0,9% indicato a ottobre, nonostante uno scenario mondiale in ripresa. “Dopo un risultato poco brillante nel 2016, si prevede che l’attività economica aumenti il passo nel 2017 e nel 2018, soprattutto nei mercati emergenti e in via di sviluppo”, spiega il Fmi nel suo report.

Anche per il 2018 l’aumento sarà inferiore a quanto previsto nei mesi scorsi: il Pil italiano dovrebbe attestarsi al +0,8% (prima era era del +1,1%). Stando così il dato del +0,9% del 2016 rischia di essere il “migliore” per Roma, a conferma di una forte difficoltà a ripartire, anche perché l’Italia è l’unico paese tra i big europei per cui è prevista una frenata nella crescita. Il capo economista del Fmi, Maurice Obstfeld, ha elogiato l’operato del Governo Renzi: “Ha fatto riforme molto importante”, ma ha sollecitato a “fare di più” sulle banche perché “c’è spazio per agire”.

Per la Germania, infatti, sono in crescita (+1,5% sia per il 2017 che per il 2018), così come per la Spagna sono ritoccate al rialzo (+2,3% e +2,1%, rispettivamente maggiore dello 0,1% e dello 0,2%), mentre per la Francia sono invariate (+1,3% e +1,6%). Il Governo di Paolo Gentiloni, dunque, nel giro di poche ore sembra stretto in una tenaglia, pagando il conto post referendum.

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