La terza ondata è già partita. Senza dosi non c’è… Speranza. Cittadini stremati dal virus e dalla crisi. Sindaci e governatori con in testa Bonaccini incalzano il Governo

STEFANO BONACCINI
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“Penso che le prossime settimane non siano facili per la gestione dell’emergenza Covid” ha esordito il ministro della Salute, Roberto Speranza. “La politica e le istituzioni hanno l’obbligo di dire sempre la verità, anche quando può non portare consenso. – prosegue – E io so che sarebbe bello dire che è tutto finito, che si può aprire tutto, che ormai siamo in una fase diversa. Però dire queste cose significa assumersi una responsabilità. E io credo che la più grande responsabilità per chi rappresenta le istituzioni e deve servirle con disciplina e onore sia dire sempre come stanno le cose, e purtroppo la verità è che le prossime settimane non sono facili”.

“L’epidemia – ha spiegato ancora Speranza – è ancora molto forte e presente sui nostri territori. Da tutte le Regioni arrivano segnalazioni di una situazione in cui la curva risale. Basta vedere i numeri dei contagi dell’ultima settimana, che sono cresciuti in maniera significativa rispetto alle settimane precedenti. Significa dover fare i conti con un’epidemia che è ancora il nostro principale avversario”.

Ed in effetti i dati degli ultimi giorni parlano chiaro: c’è stata una rapida impennata. Si è aggravata drasticamente la situazione contagi a Bologna ed è “a un passo dalla zona rossa” secondo il sindaco Virginio Merola. “Abbiamo preso un provvedimento arancione scuro – ha spiegato – ma dalla nostra Asl al nostro sistema ospedaliero ci segnalano che la situazione ricoveri sta aumentando in modo notevole e che il peggio deve ancora avvenire. Penso che da qui a venerdì dovremo valutare ulteriori restrizioni”.

Merola ha ricordato che la media di casi è di 417 su 100 mila persone, con 22 comuni sopra la media e 12 oltre i 500 casi. “Per salvaguardare la nostra sanità è urgente prendere un provvedimento. Prima facciamo meglio è: sono gli ultimi episodi, dobbiamo stringere tutti i denti”, il messaggio lanciato alla Regione Emilia-Romagna. Ma già il governatore, Stefano Bonaccini (nella foto), domenica parlava di “un’esplosione” di contagi tra i giovanissimi: “Non era mai successo, da un anno a questa parte”. I bambini e i giovanissimi “per la gran parte non hanno problemi gravi, ma vanno a casa e contagiano i familiari. In Emilia-Romagna abbiamo il ritorno in maniera robusta di ricoverati in terapia intensiva e reparti Covid. Io ho sempre difeso la scuola, ma ho il primo dovere di tutelare la salute delle persone”.

Quindi “la terza ondata che ha già colpito la Germania, l’Inghilterra, la Francia, sta colpendo una parte d’Italia, tra cui l’Emilia-Romagna”. Bonaccini ha aggiunto che “siamo pronti a ogni restrizione per tutelare le persone e far riabbassare la curva che sta risalendo in maniera molto pesante e poi per avere primavera e estate che possa andare in maniera migliore”. Di contro in attesa che vengano approvati altri vaccini per cui è stata chiesta l’approvazione, arriva una buona notizia sul fronte della possibile produzione in house del vaccino anti Covid sviluppato dai ricercatori di Oxford.

AstraZeneca è disposta a “cedere le licenze di produzione per far sì che si possa accelerare. È quello che abbiamo fatto negli ultimi mesi: i 20 stabilimenti di produzione non sono solo nostri”, ha spiegato Lorenzo Wittum, Ad in Italia. “Lo stiamo già facendo – ha proseguito – e siamo disposti ad aumentarlo”. Per farlo, ha concluso, “abbiamo bisogno di un partner capace di gestire questo processo di produzione, perché il trasferimento tecnologico non è assolutamente facile, e che abbia capacità di produzione di decine di milioni al mese”.

Una possibilità che si sta esplorando e che ha portato a un primo vertice il 25 febbraio scorso al ministero dello Sviluppo economico dove il responsabile del dicastero, Giancarlo Giorgetti, ha garantito a Farmindustria la massima disponibilità a dare strumenti normativi e finanziari.