La tregua prima di un’altra tempesta

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Dalla Redazione

A Gaza non si spara più. Ma, purtroppo, si tratta solo di una tregua. Quella chiesta dall’Onu per la giornata di oggi che durerà dalle 10 locali (le nostre 9)e durerà cinque ore. La proposta delle Nazioni Unite è stata accettata da Israele ed Hamas. I protagonisti di un conflitto che, sinora, ha fatto più di 230 vittime e 1.685 feriti, quasi tutte dal lato palestinese. La tregua consentirà alla popolazione civile di rifornirsi di cibo e medicine.

Tre palestinesi sono stati uccisi dall’artiglieria israeliana prima dell’inizio della tregua umanitaria mentre si trovavano in una zona aperta di Rafah, nel sud della Striscia. Le vittime sono di età compresa fra 20 e 27 anni. Una salva di razzi e’ stata lanciata stamattina dalla Striscia verso la parte centrale, compresi 4 nell’area grande di Tel Aviv, e sud del Paese. Uno dei razzi e’ stato intercettato sopra la città di Petah Tikva, mentre l’altro ha colpito una parte disabitata.

L’esercito israeliano è riuscito a sventare anche un’infiltrazione nel Neghev di una quindicina di miliziani di Hamas armati. Fra questi vi sono perdite.

GAZA, LA SPIAGGIA DELLA MORTE. BIMBI UCCISI MENTRE GIOCANO

Di Marcello Di Napoli

Dopo una tregua durata solamente sei ore, sono ricominciati i raid israeliani su Gaza e i lanci di razzi dalla Striscia al territorio israeliano. Così come è ricominciato ad aumentare il numero delle vittime degli scontri. Dall’inizio dell’operazione “Margine protettivo” le persone rimaste uccise sono oltre 200. Tra queste 4 bambini che ieri sono stati colpiti da proiettili provenienti dal mare, probabilmente da una motovedetta, mentre si trovavano in un bar sulla spiaggia. Ieri c’è stata anche la prima vittima israeliana al valico di Elez, situato alla frontiera con l’enclave palestinese, e non sono mancate le dichiarazioni del Presidente Shimon Peres. Durante l’incontro con il ministro degli Esteri Federica Mogherini, Peres ha accusato i palestinesi: “L’Egitto ha offerto un cessate il fuoco. Israele lo ha accettato. La Lega Araba lo ha accettato. L’unico che lo ha rifiutato e continua a sparare è Hamas”. Dal canto suo Hamas è pronta a un “cassate il fuoco”, ma solo se sarà accompagnato da una tregua decennale.

Le condizioni
Molte le richieste, Tra queste ci sono il rilascio dei prigionieri, riarrestati recentemente da Israele, liberati nello scambio per rilasciare il soldato israeliano, Gilad Shalit e l’apertura dei valichi di Gaza per far passare beni e persone e la supervisione internazionale del porto di Gaza, attualmente bloccato da Israele. L’ex deputato arabo-israeliano, Azmi Bishara, ha illustrato le condizioni del Movimento di resistenza islamica dagli schermi di al-Jazeera. Bishara, fuggito da Israele nel 2007 perché accusato di aver aiutato Hezbollah, ha ipotizzato che l’escalation durerà ancora un paio di giorni e ha anche accusato Israele di aver accettato brevemente la tregua mediata dall’Egitto soltanto per poi riprendere con maggiore impeto gli attacchi.

Egitto ago della bilancia
Lo stesso Egitto che coinvolge Turchia e Qatar nel negoziato per piegare le resistenze di Hamas. Il presidente palestinese Abu Mazen era arrivato al Cairo proprio per tentare di arrivare ad una svolta nelle trattative con Hamas, che ha fatto saltare la tregua dopo l’accettazione formale delle condizioni da parte di Israele. La proposta egiziana prevede che sia Il Cairo a dichiarare la fine delle ostilità, guidando poi colloqui indiretti fra le parti su liberazione dei detenuti e riapertura dei confini. Le sirene di allarme hanno iniziato a risuonare a Tel Aviv e nei sobborghi vicini dopo che le batterie di difesa hanno identificato il lancio di razzi da Gaza.

Gli attacchi
Diversi missili partiti dalla Striscia sono stati intercettati da Iron Dome. Almeno 6 sono stati fermati dallo scudo anti-missile sopra Ashkelon. Altri due sono caduti in zone disabitate, uno dei quali ha preso fuoco, due sono stati intercettati sopra Kiryat Malachi, e altri quattro sono esplosi fuori del Consiglio Regionale di Eshkol. Ieri sera, inoltre, aerei da combattimento israeliani hanno attaccato a Gaza le abitazioni di diversi alti dirigenti di Hamas. Tra le case colpite c’è quella di Mahmoud al-Zahar, centrata da almeno due missili, ma fortunatamente l’edificioera vuoto. I raid israeliani hanno inoltre preso di mira le case di un Bassem Naim, dell’ex ministro Fathi Hammad e dell’ex deputato Ismail al-Ashqar. Intanto Israele ha chiesto a 100mila palestinesi di lasciare le loro case, ma, già all’indomani dell’annuncio, Hamas ha risposto invitando gli abitanti della Striscia a non muoversi, denunciando una “guerra psicologica”. Secondo il ministero dell’Interno di Gaza, infatti, “non c’è alcun motivo di preoccupazione né alcuna ragione per cooperare”. Con un provvedimento a sorpresa, inoltre, Hamas ha deciso di impedire il transito fra Gaza ed Israele attraverso il valico di Erez perchè esige garanzie internazionali per la sicurezza del proprio personale al confine dopo che, nei giorni scorsi, l’ aviazione israeliana ne ha bombardato gli uffici.