La Troika colpisce ancora. Accordo tra la Grecia e i creditori. Ma per Atene la politica del rigore non finisce più

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Apertura piatta per le Borse europee nonostante l’accordo tra la Grecia e i suoi creditori internazionali sugli obiettivi di bilancio fino al 2018. A metà seduta Il Ftse Mib – l’indice dei titoli principali di Piazza Affari – segna -0,42%.

Per Atene si tratta di un nuovo elenco di sacrifici, in sostanziale continuità con quella politica del rigore imposta dalla Troika (Commissione europea, Banca centrale e Fondo monetario internazionale) che di fatto ha portato al fallimento del Paese ellenico già diversi anni fa.

Grazie a questo nuovo accordo sugli obiettivi finanziari adesso la Grecia può chiedere il terzo pacchetto di aiuti agli stessi creditori. Linee di credito per circa 82 miliardi di euro, che potrebbero essere erogate a partire dal 20 agosto. La situazione nel Paese resta infatti gravissima, con le banche che erogano il denaro con il contagocce e lo Stato che non paga i suoi fornitori.

Nel 2015 è stato deciso che la Grecia subirà un deficit primario (saldo di bilancio, esclusi i pagamenti di debito) pari allo 0,25% del PIL, un avanzo primario dello 0,5% del PIL nel 2016, 1,75% nel 2017 e 3,5% nel 2018.

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