La truffa dei derivati swap

di Sergio Patti

Hanno fatto affari dโ€™oro vendendo spazzatura ai loro clienti. Operazioni commerciali con titoli swap (derivati) che per i magistrati sono state vere e proprie truffe. Unโ€™altra pagina buia per le banche italiane e per alcuni tra i maggiori protagonisti del sistema, che alla faccia dei requisiti di onorabilitร  collezionano un rinvio a giudizio dietro lโ€™altro. Lโ€™ultimo caso arriva da Trani, dove lavora una delle Procure piรน attente ai grandi reati finanziari. Nel mirino due episodi di concorso in truffa pluriaggravata e continuata, con 15 personaggi di primo piano coinvolti, tra cui gli ex vertici di Banca Intesa e Banca Caboto (entrambe del gruppo Intesa-San Paolo).

RAFFICA DI PROCESSI
Tra gli imputati si rivede cosรฌ Giovanni Bazoli, presidente del consiglio di sorveglianza di Banca Intesa San Paolo ed ex presidente del Cda, e Corrado Passera, ex ministro per lo sviluppo economico e amministratore delegato sino al 2011. Con loro rischia il giudizio anche Giovanni Gorno Tempini (ex Caboto), attuale amministratore delegato della Cassa Depositi e Prestiti. Se Bazoli รจ giร  indagato per altre vicende (avrebbe pilotato le nomine dei vertici di Banca Ubi), Passera non fa piรน il banchiere e ormai fa politica con il suo movimento Italia Unica. Chi rischia di piรน รจ Gorno Tempini: se dovesse essere rinviato a giudizio perderebbe lโ€™onorabilitร  prevista dal nuovo Statuto dellโ€™ente e per restare in carica dovrebbe ottenere nuovamente la fiducia del Cda e dellโ€™assemblea della societร  che, notoriamente รจ interamente pubblica. Il Tesoro, per salvarlo, dovrebbe dunque smentire una regola che vale per lโ€™intero sistema bancario. Se lo facesse perderebbe di credibilitร  la legge stessa.

DISEGNO CRIMINOSO
La contestazione dei magistrati parte dal caso di due imprenditori โ€œconvintiโ€ tra il 2002 e il 2011 ad acquistare prodotti swap di cui non potevano conoscere la pericolositร . Questo perchรจ nonostante il formalismo con cui la banca cercava di presentare questi clienti come informati e attrezzati a sottoscrivere titoli del genere, in realtร  le cose non stavano cosรฌ. E la pressione alla struttura, affinchรฉ si vendessero tali prodotti, era tutta impressa dal vertice delle banche dove agivano, appunto, i dirigenti e gli amministratori chiamati a giudizio. Un โ€œdisegno criminosoโ€, scrivono i giudici, consistente nella volontร  di far conseguire alla banca un profitto in danno della clientela piรน inesperta.