La verità nei numeri del rapporto shock del Comitato tecnico scientifico. Oltre 151mila persone in terapia intensiva se si riparte ora

dalla Redazione
Cronaca

Riaprire tutto oggi sarebbe impensabile, con il Covid-19 pronto a riprendere la sua corsa e a far saltare, letteralmente, il Sistema sanitario nazionale. Questo è quanto emerge, con forza, dai numeri riportati nel report messo nero su bianco dal Comitato tecnico scientifico (vedi sotto) di supporto del ministro della Sanità, Roberto Speranza per valutare i contraccolpi dell’uscita dal lockdown, che, proprio come suggeriscono i componenti, sarà invece graduale, step by step. E non potrebbe essere diversamente considerando i numeri del documento.

Nelle simulazioni, riaprendo tutto al 100% le terapie intensive arriverebbero ad aver bisogno di 151.231 posti letto entro giugno, 430.866 a fine anno. Numeri impensabili, con un Ssn che oggi – dopo aver fatto i conti col Coronavirus – può contare su 9mila posti nelle terapie intensive. A far schizzare i bisogni di posti letto, il tanto agognato “R0”, vale a dire il parametro che indica il tasso di diffusione dei contagi, che con il liberi tutti schizzerebbe – stando alle simulazioni del Comitato – a 2,25, vale a dire che ogni persona con Covid-19 ne contagerebbe più di due. Ma non è tutto.

Decisiva, nel far schizzare i contagi, anche un’eventuale apertura delle scuole, che vede non a caso il Comitato tecnico scientifico fermamente contrario, nonostante le opinioni di tanti, specie sul fronte delle opposizioni. Gli oltre 151mila contagi entro giugno, infatti, si avrebbero ipotizzando le scuole aperte oltre a bar, ristoranti, negozi, fabbriche e tutto il pensabile. Già riaprendo tutto, ma tenendo le scuole chiuse, a giugno i numeri dei posti letto necessari nelle terapie intensive scenderebbero a 109.970, quasi un terzo in meno rispetto allo scenario degli studenti sui banchi, per arrivare a fine anno a 397.472: comunque numeri impensabili per il nostro Sistema sanitario nazionale. Che sarebbe inevitabilmente destinato al collasso.