La verità su Ustica resta nell’ombra

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Di Maurizio Grosso

Qualche mese fa il presidente del consiglio, Matteo Renzi, aveva autorizzato l’operazione: in ballo la desecretazione di carte su alcuni dei più intricati misteri di Stato. In questi giorni è toccato all’affaire Ustica, anche se dai documenti parziali anticipati ieri da la Repubblica non sembra potersi ricavare la soluzione di un mistero che va avanti da 34 anni. Certo, emergono le prove di contrasti, lotte intestine, depistaggi e chi più ne ha più ne metta. Ma da qui alla ricostruzione della verità ce ne passa. Al massimo sarà possibile farsi un’idea più completa di quanto accadde il 27 giugno 1980 nel cielo di Ustica, quando il Dc-9 dell’Itavia, in volo fra Bologna e Palermo, esplose in cielo provocando la morte di 81 persone

I nodi
I primi documenti desecretati in base al decreto Renzi vengono dal ministero degli Affari Esteri e sono attualmente depositati presso l’Archivio Centrale dello Stato di Roma. Raccontano del lavoro di diplomazia internazionale e di molti colpi bassi fra i Paesi coinvolti nell’incidente di 34 anni fa. Migliaia di fascicoli sui quali i timbri “segreto” e “segretissimo” si sprecano nei protocolli riservati, dove il Sismi si lamenta “della attività criminali” di Gheddafi che invia i killer ad uccidere i dissidenti riparati all’estero. Ci vorrà tempo per studiare i documenti.

Minacce e depistaggi
Ma il primo sguardo conferma quanto si sospettava. Uno scenario di manovre “sporche” e di reciproche, neanche tanto velate minacce tra Italia, Libia e Usa. Con i dissidenti libici che accusano Gheddafi di aver abbattuto il Dc9 Itavia. Il leader libico che punta il dito sugli americani, questi ultimi che prima negano di avere portaerei nel Tirreno, poi vengono smentiti da una serie di elementi presenti nelle carte. A cui si aggiungono le richieste aggressive del governo di Tripoli che approfitta della crisi apertasi con l’incidente per chiedere a Roma il risarcimento dei danni per le mine disseminate in Libia dagli italiani durante la Seconda guerra mondiale.