Lampedusa alza bandiera bianca: non c’è posto per altri migranti. Il sindaco: “il centro di accoglienza è al collasso”. Impossibile accogliere i 356 naufraghi della Viking

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La storia è sempre la stessa ma l’epilogo questa volta sembra destinato ad essere diverso. Già perché se fino ad oggi le navi ong hanno intrapreso un braccio di ferro con l’esecutivo gialloverde, spesso concluso con lo sbarco obbligato in Italia, per la Ocean Viking le cose si mettono male. E non per le scelte del governo uscente, da sempre fautore della politica dei porti chiusi, quanto perché da Lampedusa, ossia la meta di ogni imbarcazione, giungono notizie allarmanti. Senza girarci intorno, nell’isolotto non c’è più spazio. Infatti il centro accoglienza è stracolmo, con oltre duecento migranti rispetto ad una capienza di appena novantasei posti, e quindi accogliere i 365 naufraghi a bordo della Ocean Viking, la nave di Sos Méditerranée e Medici senza frontiere, è semplicemente impossibile. Sebbene qualcuno possa storcere la bocca e pensare che questa sia l’ennesima sparata dei sostenitori degli sbarchi zero, al contrario a dirlo è stato il sindaco di Lampedusa, Salvatore Martello ossia una delle persone che maggiormente si è opposta alle scelte intransigenti del ministro dell’Interno Matteo Salvini. Un grido d’allarme, quello del primo cittadino, affidato a una nota stampa dove si legge: “Il centro di accoglienza è saturo e la Ocean Viking è più vicina alla costa siciliana che alla nostra isola, non sarebbe logico per loro tornare qui. Non possiamo accogliere nessun altro. A Lampedusa gestiamo questa situazione come marinai, come pescatori. Se qualcuno o una barca devono essere salvati, può attraccare. Se c’è un problema legale, di responsabilità penale, lo giudicheremo sul campo”.

UNO STALLO CREATO AD ARTE. Parole più che comprensibili quelle del primo cittadino che, ancora una volta, puntano il dito contro la gestione scellerata del fenomeno dei flussi migratori da parte dell’Ue. Silenzi imbarazzanti che, come unico effetto, hanno reso impossibile la vita a tutti: ai migranti perché saranno pure sbarcati ma si trovano stipati in strutture sottodimensionate, alla guardia costiera che è costretta a monitorare per settimane le navi ong in attesa che venga dato loro il permesso di sbarco e, in ultimo, a tutte quelle persone che sarebbero ben liete di accogliere i naufraghi. Tutto ciò fa pensare che lo stallo sia creato ad arte e che di trovare una soluzione non c’è nessuna intenzione.

LA BELLA ADDORMENTATA. Infatti non deve stupire lo scoprire che la bella addormentata nel bosco, l’Ue, dopo
ventuno giorni non sia ancora riuscita a trovare un accordo di ripartizione dei 107 migranti della Open Arms. Come se non bastasse, l’Italia, sempre più sola a froteggiare una crisi che è dell’intero vecchio continente, è costretta a subire l’ennesima provocazione da parte di Emmanuel Macron. Ieri, infatti, l’Eliseo si era detto disponibile ad accogliere “un numero importante di migranti” a bordo della Ocean Viking. Potrebbe sembrare un gesto accomodante se non fosse che nello stesso comunicato, i francesi ribadivano ancora una volta il loro netto rifiuto a far attraccare la nave da loro perché non si tratterebbe del porto più vicino. E quale dovrebbe essere secondo loro? Ovviamente Lampedusa.

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

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