Lampedusa, quanto siamo bravi a farci del male. Ma dov’è lo scandalo?

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Fino a qualche anno fa c’era la leva obbligatoria. I giovani italiani venivano messi in fila in caserma, poi fatti semi-spogliare in attesa della visita medica. Tutti in fila, sotto l’occhio di alcuni militari che seguivano le procedure. Poi i più vicini alla stanza della visita, venivano fatti spogliare nudi, per poi fare la visita di controllo. Immediatamente dopo ci si rivestiva e si andava via. In alcune caserme non c’erano i riscaldamenti a regime e faceva freddo. Nessuno aveva i telefonini (non esistevano ancora) e nessuno filmava, ma la scena era esattamente quella delle immagini di Lampedusa. Si vedono alcune persone vestite, sulla destra, che aspettano di spogliarsi. Alcune semivestite e altre nude in attesa della prestazione medica di disinfezione. Nessuno usa violenza, chi si spoglia lo fa in maniera naturale. Il luogo in teoria sarebbe circoscritto alla vista esterna, se non fosse per il filmato poi trasmesso in mondovisione. Poi, finito l’intervento di disinfezione, ci si riveste e si va via. Forse sarò io che non capisco, ma dov’è lo scandalo? Come si fa a far passare chi lavora da giorni nel difficile compito di sostenere gli immigrati clandestini o rifugiati che dir si voglia, come un criminale che gode delle sofferenze altrui? Come facciamo ad indignarci prima ancora di capire se realmente siano state effettuate violenze, che dalle immagini non si vedono? Di persone totalmente nude ce ne sono due, una che sta in trattamento e una che lo attende. Poi gli altri sono semivestiti. Esattamente come in una qualsiasi caserma italiana, con soldati italiani, nel suolo italiano. Certo, la struttura di Lampedusa ha evidenti limiti logistici, ma questo attiene alla struttura e non al cuore di chi ogni giorno opera dalla mattina alla sera proprio in quel tipo di struttura. Possiamo e dobbiamo discutere sui Cie, ma non sull’animo di chi ci lavora. Gli italiani sono bravissimi a mostrare se stessi nella maniera peggiore agli occhi del mondo, anche quando non esistono i presupposti. Continuiamo così, facciamoci del male…