L’arrivo della liquidità Bce spinge pure i listi americani. Il Nasdaq non saliva tanto in alto dal 2000. A Milano vola Carige dopo l’arrivo di Malacalza

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L’euforia europea contagia gli Stati Uniti e Wall Street, dove i mercati conquistano un record dietro l’altro e adesso si inizia a temere un possibile crollo, soprattutto per il listino dei gruppi tecnologici: il Nasdaq. Una bolla, come si dice in gergo, proprio adesso che questo indice è tornato ai massimi dal Duemila, quando si investiva senza riserve sul Web, fin quando i prezzi delle azioni precipitarono facendo non pochi danni agli investitori più sprovveduti. Ferite che fanno ancora male e alle quali non si è potuto non pensare ieri, quando proprio il Nasdaq ha superato i 5.000 punti. Una quota non più rivista dal 27 marzo 2000.

DATI POSITIVI
A spingere i mercati, soprattutto nel vecchio continente, è l’immissione di liquidità attesa dalla Banca centrale europea, mentre quella Usa ha stretto fin’ora solo un po’ la sua politica monetaria estrememante accomodante. Il Quantitative easing di Mario Draghi (cioè l’immissione di liquidità attraverso l’acquisto di titoli di Stato) è ormai imminente. E anche se i mercati hanno in parte scontato questo fiume di denaro, la partenza del piano si aspetta che spinga ancora i listini. In Europa come in buona parte del pianeta. Se a questo si aggiungono una serie di indicatori in salita, a partire dal calo a sorpresa della disoccupazione in Italia, diffusa ieri dall’istat, ecco che l’ottimismo si fa strada insieme all’inflazione in ripresa dell’Eurozona e all’andamento positivo degli indici Pmi sul manifatturiero. Dati che orienteranno il board della Bce che giovedì riunirà a Nicosia (Cipro) per rivedere le previsioni economiche e probabilmente annunciare gli ultimi dettagli tecnici del piano d’acquisto di 1.140 miliardi di titoli, almeno fino al settembre 2016. Non è un passaggio di poco conto. Come notano molti analisti a Bloomberg, restano infatti molte cose da sapere sui 60 miliardi mensili di acquisti della Bce.

MERCATI
In attesa del piano, ieri i listini Ue si sono rivelati cauti, condizionati anche dalle prese di beneficio dopo le ultime sedute: Milano ha chiuso in rosso dello 0,18% dopo una mattinata in territorio positivo, Francoforte ha oscillato sulla pari, Londra è arretrata dello 0,2% e Parigi si è fermata in calo dello 0,8%. Tra i singoli titoli di Piazza Affari, è schizzata Carige dopo l’ingresso dei Malacalza con una quota del 10,5%, acquisita dalla Fondazione. Da segnalare anche il debutto di Ovs, la catena dei negozi di abbigliamento.

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