L’assalto dei furbetti del Jobs Act. E’ caccia al trucco per avere lo sgravio facile. E il ministero dello Sviluppo va contro quello del Lavoro

di Stefano Sansonetti

I furbetti del Jobs Act sono dietro lโ€™angolo. Il tema, che in questi mesi sta diventando sempre piรน scottante, รจ quello degli abusi e delle elusioni a cui la normativa, nata per creare nuovo lavoro stabile, rischia seriamente di prestarsi. Ebbene, quello che sta andando in scena รจ una sorta di scontro โ€œapplicativoโ€ tra il ministero del lavoro di Giuliano Poletti e quello dello Sviluppo economico guidato da Federica Guidi. Lo scorso 17 luglio la Direzione generale per lโ€™attivitร  ispettiva del Ministero del lavoro ha preso carta e penna e ha scritto alle Direzioni territoriali, allโ€™Inps e allโ€™Inail. Lโ€™oggetto รจ lโ€™applicazione delle agevolazioni previste nel Jobs Act per le nuove assunzioni a tempo indeterminato. La legge 190/2014, infatti, prevede lโ€™esonero dal versamento dei contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro che attivano nuove assunzioni con contratto di lavoro a tempo indeterminato nel corso del corrente anno.

LE CARTE
La circolare del Ministero del lavoro rammenta che โ€œlโ€™esonero in questione non spetta in talune ipotesi, tra cui quelle relative a lavoratori che nei sei mesi precedenti siano risultati occupati a tempo indeterminato presso qualsiasi datore di lavoroโ€. Ciรฒ premesso, continua la circolare, โ€œsono stati segnalati da alcune direzioni territoriali del lavoro comportamenti elusivi, volti alla precostituzione artificiosa delle condizioni per poter godere del beneficio in questioneโ€. Tra i casi segnalati nel documento si fa lโ€™esempio di โ€œimprese committenti che disdettano contratti di appalto che interessano numerosi lavoratori i quali, trascorso un periodo di almeno sei mesi in cui continuano a prestare la medesima attivitร  attraverso un contratto di somministrazione, vengono assunti a tempo indeterminato da una terza impresa appaltatrice, talvolta costituita appositamente, che puรฒ cosรฌ godere dei benefici di cui alla legge 190/2014 e garantire al committente notevoli risparmiโ€. La fattispecie decritta, aggiunge la circolare, โ€œevidenzia un condotta elusivaโ€, perchรฉ il vero obiettivo del Jobs Act รจ โ€œpromuovere forme di occupazione stabileโ€. Per questo il ministero del lavoro annuncia nel medesimo documento โ€œspecifiche azioni ispettiveโ€. Succede poi che dopo qualche giorno dalla circolare, il 22 luglio, al ministero dello Sviluppo annuncino la risoluzione della vicenda relativa al call center dellโ€™ex People Care di Guasticce (in provincia di Livorno). Si dร  il caso che il 23 dicembre 2014 la People Care abbia avviato una corposa serie di licenziamenti. A fine maggio scorso 341 lavoratori, precedentemente quasi tutti assunti a tempo indeterminato, risultavano messi in mobilitร . Come risolvere il problema? Il ministero della Guidi, con enti locali e sindacati, ha tirato fuori dal cilindro Comdata, altro gruppo attivo nei servizi di call center. Sarร  una nuova societร  costituita e controllata da Comdata ad assumere 160 dei 341 lavoratori, inizialmente a tempo determinato fino al 15 dicembre 2015. Solo successivamente โ€œalla fase di startupโ€, spiega il verbale della riunione, i contratti verranno trasformati in tempo indeterminato, sfruttando le agevolazione del Jobs Act.

LA CONCLUSIONE
Di fatto Comdata si presta volentieri allโ€™operazione perchรฉ risparmia un bel poโ€™ di soldi nelle assunzioni ed eredita le commesse dellโ€™ex People Care, in particolare quella di Seat Pg. Sia chiaro, non cโ€™รจ nulla di illegale, in primis perchรฉ la tempistica dei sei mesi viene rispettata. Ma forse lo spirito del Jobs Act, che รจ creare nuova occupazione o stabilizzare quella precaria, risulta un poโ€™ tradito. Anche perchรฉ i 160 lavoratori recuperati da Comdata con il Jobs Act sconteranno un quadro generale meno favorevole rispetto a quando dipendevano a tempo indeterminato da People Care. Il verbale del 22 luglio scorso, oltre che dal Mise e dagli enti locali, รจ stato siglato anche dai sindacati. I quali, chissร , alla fine avranno pensato di optare per una sorta di male minore per i lavoratori. Ma รจ questo il Jobs Act che si desiderava? Chissร . Di sicuro oggi abbiamo un ministero dello Sviluppo che celebra unโ€™intesa che sembra non essere molto in linea con gli avvertimento messi nero su bianco da un altro ministero, quello del lavoro.

Twitter: @SSansonetti