Assalto dei big delle telecomunicazioni. Lotta per un tesoro da 3,5 miliardi

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

di Stefano Sansonetti

Davanti a loro c’è una torta da 3,5 miliardi di euro. Una montagna di soldi che il Tesoro, oggi guidato da Fabrizio Saccomanni, è in procinto di mettere in palio per affidare tutta una serie di servizi informatici per la pubblica amministrazione. Nel frattempo, però, i big delle telecomunicazioni sono riusciti a “strappare” una sorta di proroga per l’erogazione di quei servizi informatici che scadranno il prossimo 25 maggio. Proroga che, tutto compreso, potrebbe arrivare a 24 mesi. Non male. Diciamo subito che al centro della scena c’è il cosiddetto Spc, il Sistema pubblico di connettività, in pratica la rete che collega tutte le pubbliche amministrazioni italiane consentendo loro di condividere e scambiare dati.

Una pioggia di gare
Ebbene, nei prossimi giorni il Tesoro, per il tramite della Consip (la centrale acquisti pubblica) e in accordo con l’Agenzia per l’Italia Digitale, predisporrà la bellezza di 6 bandi di gara per affidare tutta una delicata serie di servizi di connettività relativi all’Spc. Un piatto che vale la bellezza di 3,5 miliardi di euro complessivi. Naturalmente per confezionare nei dettagli tutte le procedure ci vorrà tempo. E per colmare i ritardi che per un motivo o per un altro si sono accumulati, la Consip e l’Agenzia per l’Italia Digitale, guidata dall’ex responsabile Ict di Poste, Agostino Ragosa, hanno ottenuto dai big delle telecomunicazioni la disponibilità a continuiare a offrire quei servizi informatici che già adesso erogano ma che andranno in scadenza il prossimo 25 maggio. Una sorta di proroga, lautamente pagata, di fronte alla quale i colossi in questione non si sono certo tirati indietro.

I colossi in gioco
Parliamo di Fastweb, Hewlett Packard, Wind, British Telecom e Telecom Italia, quest’ultima guidata da Franco Bernabè. Tra l’altro, ma è anche inutile rilevarlo, c’è da scommettere che gli stessi operatori scenderanno in campo per spartirsi la torta da 3,5 miliardi di euro delle gare in preparazione. Tra gli osservatori c’è chi si sta chiedendo come mai si sia dovuti giungere a una specie di proroga se da tempo si sapeva che gli attuali servizi sarebbero scaduti il 25 maggio. La Consip spiega in proposito che non si tratta di ritardo, ma di una scaletta in linea con il piano di bandi di gara annunciato a dicembre scorso. Inoltre la società, guidata dall’amministratore delegato Domenico Casalino, fa sapere che di questa “partita informatica” si occupava fino a poco tempo DigitPa, l’allora ente per la digitalizzazione della Pa. Il pallino delle operazioni, in pratica, è passato di mano e questo ha fatto sì che si dovesse affrontare nel tempo minimo necessario una gran mole di lavoro. Sta di fatto che nonostante la scadenza degli attuali contratti si è dovuto chiedere alle società fornitrici di rimanere in campo.

I servizi in gioco
Di sicuro nel perimietro dei servizi richiesti rientra davvero di tutto. Si tratta dei servizi di connettività, di progettazione e realizzazione di servizi web, di costruzione di sistemi di accesso e di applicativi conformi alle regole del Codice dell’amministrazione digitale, di fornitura di infrastrutture varie e di sistemi di sicurezza. Insomma, un vero bendidio sul quale adesso è pronta a partire la sfida.

@SSansonetti