“Laura Boldrini colpevole due volte. Ci sono collaboratori che ridanno i soldi indietro ai parlamentari”

LAURA BOLDRINI
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José De Falco, presidente dell ’Aicp, Associazione italiana collaboratori parlamentari, in un’intervista rilasciata oggi a Selvaggia Lucarelli per il Fatto Quotidiano accusa Laura Boldrini. La vicenda di cui si parla è quella delle donne che accusano l’ex presidente della Camera di averle mal trattate e malpagate. E nello specifico si parla dell’assistente Roberta e del fatto che fosse adibita a svolgere mansioni personali – come prenotarle il parrucchiere – per Boldrini.

“Laura Boldrini colpevole due volte. Ci sono collaboratori che ridanno i soldi indietro ai parlamentari”

“Il tema è che proprio lei conosce bene i temi sottesi alla problematica dei collaboratori parlamentari e della poca trasparenza dei loro contratti. Abbiamo perfino una foto fatta con la  Boldrini durante un incontro con l’associazione a seguito di uno scandalo sui collaboratori nel 2017. Vi fu anche un prima pagina di Repubblica in cui lei diceva “Portaborse? Sfruttare è vergognoso, la Camera cambi pagina”, dice De Falco. Che poi racconta di alcune “abitudini” non molto commendevoli tra i politici italiani: “Ci sono casi di parlamentari che si accordano per fare contratti di una cifra e poi il collaboratore gli ridà parte dei soldi indietro”.

Ma purtroppo le denunce sono difficili: “Quello del collaboratore è un rapporto fiduciario: se un caso arriva alla stampa, chi l’ha sollevato non lavora più. Tanti rinunciano a parlare per quieto vivere o privilegiando l’idea di lavorare poi con altri. Poi ci sono casi di collaboratori che denunciano e vincono cause che però firmano contratti con clausole di riservatezza. Clausole che convengono al parlamentare per ragioni reputazionali”.

I collaboratori parlamentari

Secondo De Falco, Boldrini ha sbagliato due volte: “Quello che è successo è ancora più grave, perché la responsabilità di Laura Boldrini è anche quella di una ex presidente della Camera, una personalità che ha rappresentato le istituzioni. Il suo è stato uno scivolone soprattutto nella fase di giustificazione, l’argomento “molti fanno come me” ripugna e dovrebbe ripugnare anche lei. Lo strumento per superare questa brutta figura è diventare la paladina della regolamentazione dei contratti dei collaboratori parlamentari, lottare perché sia trasparente chi viene assunto e per quali mansioni”.

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