L’Austerità sta fregando l’Europa

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di Gaetano Pedullà

Nella legge di stabilità varata ieri dal Governo c’è più benzina di quanta se ne sia vista nelle manovre degli ultimi tre anni tutte insieme. Dagli sgravi fiscali per chi assume al taglio dell’Irap, dalla conferma degli 80 euro al Tfr in busta paga, il piano è promettente e ambizioso. Naturale che a Bruxelles ce lo bocceranno. Il problema dell’economia in Europa è infatti l’Europa stessa, con questa maledetta politica dell’austerità che ieri ha presentato ancora una volta il conto. La Grecia fatica a rientrare del suo debito e con questa scusa i mercati hanno ricominciato a speculare e scommettere sul ribasso dei corsi obbligazionari e azionari. Gli spread sono ripartiti e le piazze finanziarie del vecchio continente hanno bruciato in una sola seduta 276 miliardi. Gli Stati Uniti, che ieri hanno visto Wall Street in calo ma che sono ormai da cinque anni consecutivi in crescita (nonostante la crisi finanziaria sia opera loro), se la ridono. Qui la Merkel ci impone politiche di rigore e la Bce continua a curarci con l’aspirina. Così siamo condannati a star sempre peggio. Qualunque siano le mosse di Palazzo Chigi.