L’automotive italiano scappa. Ci scippano pure Pininfarina. Interesse indiano per il gruppo leader nel design. Dopo Fca e Pirelli in fuga un altro marchio

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Dopo Pirelli, anche Pininfarina sarebbe a un passo dal lasciare l’Italia. E con questo sarebbe terno secco per l’automotive tricolore, orfano dall’anno scorso della sede legale (e fiscale) di quella che era un tempo la Fiat. I mercati d’altronde approvano. Ed è bastato che la notizia della fuga (data per prima da Bloomberg) iniziasse a girare per far decollare il titolo in Borsa. Così ieri il valore delle azioni Pininfarina è lievitato di oltre un quarto al termine delle contrattazioni. Il titolo, sospeso per buona parte della seduta, ha chiuso in rialzo del 26,23% a 5,15 euro. Il possibile passaggio dell’azienda agli indiani di Mahindra & Mahindra sembra cosa fatta. Al di la dei rumors però non ci sono conferme ufficiali e a fronte di un tale balzo del titolo la Consob potrebbe chiedere chiarimenti. Il gruppo italiano, da parte sua, per ora ha preferito non commentare. Secondo le indiscrezioni pubblicate sulla stampa però Pininfarina sarebbe molto avanti nei colloqui con il produttore indiano Mahindra & Mahindra per cedere la quota di maggioranza.

STORIA DELL’AUTO
La vendita agli indiani potrebbe essere una valida via d’uscita per il gruppo leader nel design, che non ha certo i fatturati di Fca o di Pirelli ma al pari di queste ultime si ritrova una situazione debitoria importante. Debito in linea però con il valore storico del marchio italiano. Fondata nel 1930, la Pininfarina svolge le sue attività nell’ambito del design (Ferrari) e della progettazione e realizzazione di vetture in serie molto limitate. Oggi il gruppo capitalizza circa 120 milioni di euro e ha chiuso il 2014 con valore della produzione a 86,6 milioni (+8,5% sul 2013) e un margine operativo di 7 milioni. Sempre nello stesso anno il debito era però di 104,8 milioni (119,3 milioni nel 2013).

COLOSSO
Comunque un boccone facile da ingoiare per Mahindra, gruppo da 6 miliardi di dollari di fatturato, presente nei settori autoveicoli, attrezzature agricole, tecnologia delle informazioni, servizi commerciali e finanziari, sviluppo delle infrastrutture. Business diversi, dove l’espansione in Europa sembra trovare sempre più spazio dopo il recente acquisto del 51% di Peugeot Motorcycle, del gruppo PSA.
Per questo il mercato ha creduto subito nell’operazione e solo ieri così sono passate di mano circa un milione di azioni, contro una media giornaliera a 110.000 pezzi.