Lavoro, imprese e nuovo fisco. Il rilancio del Paese passa da qui. Parla il capo area economia Cinque Stelle, Marino: “Da Colao solo un contributo, no ad ipotesi di condono”

di Antonio Pitoni
L'intervista

Il Piano Colao? “Contiene diversi spunti, taluni anche condivisibili, altri molto meno”. Non ha difficoltà ad ammetterlo, senza giri di parole, il deputato e capo area economia M5S, Bernardo Marino.

Domani si apriranno gli stati generali dell’economia convocati da Conte. La base di partenza sarà il piano della task force guidata da Colao. I giudizi sul documento sono contrastanti, voi che idea vi siete fatti?
“Il documento contiene diversi spunti, taluni anche condivisibili, altri molto meno. In ogni caso ritengo il piano uno dei contributi in vista degli Stati generali dell’economia, non l’unico. Come Movimento 5 Stelle siamo pronti ad affrontare questa sfida in parlamento”.

Obiettivamente, alcune proposte mal si conciliano con il programma del Movimento. Si va dalla voluntary disclosure, di fatto un condono, all’immunità penale ai datori di lavoro contro il rischio contagio da Covid dei dipendenti. Sono proposte per voi accettabili?
“Su certi temi inevitabilmente entrano in gioco le diverse visioni politiche e, mi lasci dire, è giusto che sia così. Sulla voluntary disclosure bisogna entrare nel merito e valutare con cautela, perché il rischio di condono esiste. Stesso discorso sull’immunità penale tout court, anche se il tema è più delicato e va analizzato attentamente, perché non possiamo dare al datore di lavoro colpe che non ha”.

Altra proposta riguarda il rinnovo delle concessioni. Vi state battendo per la revoca di quella di Autostrade, immagino che su questo fronte per voi il boccone da digerire sarebbe amaro…
“Sulle concessioni pubbliche abbiamo una posizione ben nota che non è mutata. A tal proposito mi lasci chiarire che non c’è nessun boccone amaro da digerire. Quello della task force di Colao è un contributo tecnico che serve ad arricchire la discussione politica. In generale ritengo che i tecnici svolgano una funzione molto importante, ma non esiste una scelta che, per quanto tecnica, non sia il portato di una visione politica”.

Quali sono le priorità e quali proposte porterete, come Movimento 5 Stelle, agli stati generali?
“Le priorità sono sempre le stesse: lavoro, protezione delle famiglie e dei più deboli e tutela delle attività produttive, in particolare quelle di piccole e medie dimensioni che più risentono degli choc economici avversi. Le nostre proposte si concentreranno su queste categorie. Di certo è particolarmente urgente una organica riforma fiscale, all’insegna della progressività e dell’equità e anche cogliere le opportunità offerte dal green deal è fondamentale. Siamo perfettamente consapevoli del fatto che il futuro del Paese dipenderà dalla nostra capacità di investire bene le risorse. Non possiamo perdere questa occasione”.

Intanto il Centrodestra ha definito l’iniziativa di Conte un’inutile passerella e diserterà gli stati generali. Se foste stati all’opposizione voi 5 Stelle avreste fatto lo stesso?
“Saremmo andati a portare i nostri contributi, come abbiamo sempre fatto anche nella passata legislatura quando da opposizione abbiamo votato tanti provvedimenti di altri schieramenti politici. A noi piace guardare al merito delle questioni, non far polemica fine a se stessa. Questo clima di eterna campagna elettorale è l’emblema di un centrodestra che pensa esclusivamente al proprio tornaconto elettorale anziché a collaborare per il bene dei cittadini italiani”.