Le banche italiane finanziano sciacalli stranieri. Il Copasir: prestiti a società estere usati per scalare le nostre aziende

dalla Redazione
Cronaca

Con la crisi che attanaglia il Paese a causa dell’emergenza Coronavirus, le aziende italiane, in particolare quelle più pregiate, sono esposte ancor più di prima al rischio di essere acquistate a bassissimo prezzo da imprenditori stranieri. E come se non bastasse, dopo che per tale ragione il Governo ha allargato il cosiddetto golden power, dunque i poteri per bloccare scalate ai gioielli nazionali, e ha varato provvedimenti finalizzati a concedere la liquidità di cui le imprese hanno tanto bisogno, ci sono banche italiane che utilizzano il denaro raccolto, dunque quello degli italiani, per finanziare società estere che con quelle risorse acquisiscono poi le nostre aziende.

Un quadro preoccupante, monitorato dall’intelligence e oggetto di un’accurata analisi all’interno del Copasir, che per fare il punto sui pericoli a cui è esposta l’economia italiana e sull’operato degli istituti di credito e delle principali compagnie assicurative, mettendo a fuoco anche le difficoltà di accesso al credito, ha audito per tre ore e mezza, a Palazzo San Macuto, il direttore dell’Aise, Luciano Carta (nella foto). “La disamina attenta e approfondita, da parte del direttore dell’Aise – ha spiegato il presidente Raffaele Volpi – ci ha permesso un confronto chiaro sull’attuale situazione del sistema bancario e assicurativo. Vanno difesi i nostri settori strategici anche in tale comparto, senza mai farsi ammaliare da quelle che possono apparire come facili soluzioni o semplici risoluzioni di sistemi complessi”.

Alta inoltre l’attenzione del Copasir sulle criticità dei sistemi bancari di altri Paesi europei, “in particolare sulle sofferenze ormai note derivanti da altissime quantità di derivati detenuti”. Sulla stessa linea il senatore di Fratelli d’Italia, Adolfo Urso, vicepresidente del Copasir. Particolare attenzione è stata poi posta sui tentativi di aggressione delle cosiddette aziende di nicchia, come quelle meccaniche e biomediche, oltre che del lusso, e sui problemi della stessa Borsa, rilevando che tra i più attivi nello shopping societario risultano sempre i francesi. Sul fronte banche infine l’analisi è stata particolarmente accurata per quanto riguarda Mediobanca e Unicredit e il Copasir per vigilare ulteriormente sul delicato settore subito dopo Pasqua sentirà anche i vertici di Bankitalia e dei principali istituti di credito, con altre audizioni.