Le Borse europee rimbalzano dopo la delusione Bce

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I mercati rimbalzano all’indomani del crollo che ha seguito la riunione dei governatori centrali della Bce a Napoli, mentre l’economia Usa mostra quanto sia energica la sua ripresa con dati sul lavoro che battono le aspettative e spingono di nuovo il dollaro verso un rafforzamento ai massimi da oltre due anni sull’euro.

Oggi i listini europei hanno reagisto in maniera postiva. Piazza Affari, ieri in maglia nera con una perdita vicina al 4%, ha chiuso la seduta in rialzo dell’1,54% grazie alla reazione del comparto bancario. Parigi aggiunge lo 0,92%, Londra cresce dell’1,26% mentre Francoforte resta chiusa per festività. Anche lo spread fra Btp e Bund si stabilizza in area a quota 138 punti contro i 142 della vigilia. Il rendimento espresso dal titolo decennale tricolore è pari al 2,3% sul mercato secondario. A Wall Street, quando chiudono i mercati europei, il Dow Jones avanza dello 0,8% come l’S&P 500, mentre il Nasdaq guadagna l’1,1%.

L’economia americana torna ad accelerare: a settembre gli Stati Uniti hanno creato 248.000 posti di lavoro facendo scendere il tasso di disoccupazione è sceso al 5,9%, al livello più basso dal luglio 2008. Il dato è migliore delle attese degli analisti, che scommettevano su 215.000 posti e un tasso di disoccupazione fermi al 6,1%.
Ieri il numero uno dell’Eurotower, Mario Draghi, ha scelto una strategia iper-attendista: ha confermato il costo del denaro al minimo storico (0,05%) come da attese, ha annunciato l’avvio dell’acquisto di covered bond (obbligazioni garantite dall’emittente) e Abs (prestisti cartolarizzati delle imprese) ma senza specificarne l’ammontare previsto e ha lasciato in lontananza la possibilità di procedere con un vero e proprio quantitative easing (acquisto di titoli sul mercato, anche di Stato) in stile Fed.