Le colpe del padre ministro ricadono sul figlio giornalista. Manuel Poletti si difende sui fondi pubblici al suo giornale

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Manuel Poletti è finito, suo malgrado, al centro delle cronache per colpa del padre, il ministro del Lavoro. Giuliano Poletti è finito al centro della bufera per le parole sui giovani che vanno via dall’Italia. Così è spuntata la storia del figlio che percepisce fondi pubblici dal 2013 per la testata romagnola Setteserequi. “Il mio settimanale “Settesere” si è fuso con “Qui magazine”, che già percepiva fondi pubblici da anni come altre testate. È successo nel 2013, e mio padre neppure pensava a fare politica. Qualcuno davvero pensa che io debba cambiare lavoro perché mio padre fa il ministro?”, ha spiegato Manuel Poletti in un’intervista a La Stampa.

Il figlio del ministro ha anche raccontato parte della sua storia professionale: “Faccio il giornalista da vent’anni, per 10 sono stato precario, poi mi sono stabilizzato. Anch’io sono stato all’estero per un periodo, poi sono tornato”. Infine è scattata anche la difesa d’ufficio per le affermazioni del padre: “Ha usato una frase infelice, ma il concetto ha un fondamento: non si può dire che i migliori vanno all’estero e in Italia restano solo i mediocri”.

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

Quel bivio tra i 5S e il ponte

Nei sondaggi della Ghisleri e Pagnoncelli non c’è traccia, ma in Italia non c’è partito che sta crescendo più di quello del cemento. I soldi del Recovery Plan permetteranno di aprire cantieri ovunque, e come da tradizione c’è la fila per costruire quello che capita,

Continua »
TV E MEDIA