Le destre ignorano la crisi energetica: via libera definitivo al decreto Bollette

Via libera definitivo del Senato al dl Bollette, un provvedimento ormai superato dai fatti con la crisi energetica scatenata dalla guerra.

Le destre ignorano la crisi energetica: via libera definitivo al decreto Bollette

Fuori tempo massimo. Il decreto Bollette, approvato in via definitiva dal Senato con il voto di fiducia di ieri, è ormai sorpassato dai fatti e dalla guerra in Iran. E non basta neanche il cessate il fuoco, fragile, siglato nelle scorse ore per far rientrare l’emergenza dal punto di vista energetico. E ancor meno può bastare un decreto varato prima dei rincari di petrolio e gas che hanno vanificato gli sforzi – già tutt’altro che efficaci – del governo con questo provvedimento.

L’apposizione della fiducia poi, oltre a far nascere un nuovo scontro nell’aula di Palazzo Madama, certifica la difficoltà del governo di discutere nel merito un provvedimento che è completamente superato. Bastano due dati per capire come il decreto Bollette sia “preistoria”, come lo definisce il Codacons. Il provvedimento, infatti, introduce un bonus in bolletta aggiuntivo da 115 euro per le famiglie vulnerabili, già ridotto di gran lunga rispetto ai 200 euro dell’anno precedente. Una cifra che appare del tutto insufficiente se pensiamo che già oggi le tariffe del gas sul mercato tutelato sono salite a marzo del 19,2% e quelle della luce dell’8,1%.

Via libera al decreto Bollette, ignorata la crisi energetica

Per il Codacons “i bonus in favore delle famiglie meno abbienti rappresentano un palliativo che non risolve il problema del caro-energia né la crisi delle ultime settimane, stessa cosa dicasi per il contributo su base volontaria lasciato alla totale discrezione delle aziende energetiche. Le altre misure approvate non forniscono adeguate certezze circa la capacità di tramutarsi in un reale abbattimento delle tariffe di luce e gas pagate da utenti e imprese”.

Per Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, il decreto è “molto deludente” sul fronte delle bollette, affrontando “il tema come se la guerra in Medio Oriente non ci fosse mai stata. Abbassa il bonus straordinario della luce rispetto allo scorso anno, nonostante la situazione ora sia molto più grave. Insomma, un decreto a dir poco fuori dalla realtà”. All’opposto, l’Unc dà un parere favorevole sul telemarketing, con l’accoglimento della proposta di “rendere nulli i contratti fatti al telefono per quanto riguarda luce e gas se non vi è una richiesta effettuata dal consumatore”.

Nessun confronto e nessuna risposta

Per Luigi Nave, senatore M5s, il dl Bollette è “un misto tra cerottino e fregature” e il governo ha investito 5 miliardi, “dimenticando però che italiani e imprese ne pagheranno 15 di miliardi per sostenere l’aumento del caro bollette”. Parla di “decreto nato già morto” la vicepresidente M5s del Senato, Mariolina Castellone, mentre il senatore del Pd, Nicola Irto, lo definisce un “provvedimento debole, tardivo e insufficiente perché interviene solo parzialmente, lasciando fuori una parte ampia della popolazione e delle imprese”. Irto sottolinea inoltre come venga mortificato il Parlamento con la fiducia e un’altra dem, Beatrice Lorenzin, evidenzia come di fronte alla crisi energetica il governo continui “a non dare risposte a cittadini, imprese e Parlamento”.