Le intese sono sempre meno larghe. Forza Italia passa all’opposizione

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Forza Italia passa ufficialmente all’opposizione. “Non ci sono più le condizioni perché Forza Italia stia in maggioranza”, l’annuncio arriva dal capogruppo di Fi al Senato Paolo Romani tenuta insieme al collega della Camera Renato Brunetta. Prima della conferenza stampa sono stati informati sia il premier Enrico Letta che il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

“Questa legge è solo per la stabilità delle poltrone”. Sarebbe questo il motivo ufficiale della fine delle larghe intese per Forza Italia e non la decisione di non rinviare la votazione sulla decadenza di Silvio Berlusconi che ci sarà domani a partire dalle 19. “Sono venute meno le condizioni per proseguire nella collaborazione con questo governo”, ha affermato Romani. Brunetta invece: “Ci siamo sentiti emarginati, buttati fuori dalla maggioranza, ma abbiamo continuato a inseguire il governo nella ricerca di un confronto”. 

A Palazzo Madama usciti i 66 senatori di Fi, la maggioranza si assottiglia a 168 senatori.  Con soli 7 voti sopra il tetto minimo della maggioranza assoluta. Sonni tranquilli alla Camera: sono 69 i deputati di Forza Italia che vanno all’opposizione, mentre Ncd conta su 27 onorevoli. La maggioranza assoluta è di 316 e il governo a Montecitorio può contare su 381 voti, almeno sulla carta. Intanto il capo dello Stato ha fatto sapere che la fiducia per il governo si misura con la fiducia sulla legge di stabilità.

Berlusconi: il governo Letta ha fallito i tre obiettivi prefissati
“Al governo Letta, che io ho fortemente voluto, abbiamo dato tre obiettivi fondamentali: la pacificazione nazionale, fare finalmente le grandi riforme istituzionali che sono necessarie a modernizzare questo Paese e che non sono nemmeno riuscito a fare con il mio partito al governo, e poi la ripresa economica che non si può agganciare con la politica di sinistra ‘del tassa e spendi’ confermata con questa legge finanziaria. Tre obiettivi tutti falliti”. Lo ha detto Silvio Berlusconi in un’intervista a ‘Studio Aperto’. “Ci vediamo con i gruppi parlamentari per decidere insieme che fare”, risponde ancora Berlusconi al direttore del tg che gli chiede se appoggerà la legge di stabilità. Il Cavaliere ha poi raccontato l’incontro di ieri con con Vladimir Putin, a palazzo Grazioli. “Siamo rimasti a cena fino a notte inoltrata – ha detto – ci siamo detti le cose che si dicono due amici veri. Putin è incredulo, scandalizzato e molto sorpreso che il nostro Paese si permetta di dare all’estero l’immagine di una Italia che tratta in questo modo un protagonista della vita politica degli ultimi venti anni”.  “Quello che sta avvenendo è inaccettabile – ha ribadito ancora il leader di Fi – è una ferita mortale alla nostra democrazia. Da vent’anni sto subendo una persecuzione giudiziaria che nessun cittadino in una democrazia occidentale ha mai subito”. Per Berlusconi, quindi, “siamo in una democrazia dimezzata dal potere della magistratura. Ciò che sta capitando a me potrebbe capitare domani a chiunque voglia scendere in politica”.