Le riforme già funzionano. Primo colpetto al precariato. Ripartono le assunzioni a tempo indeterminato. Sono 79mila solo nei primi due mesi dell’anno

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Le riforme funzionano. Il dato sulle nuove assunzioni a tempo indeterminato, anticipato in modo irrituale dal presidente dell’Inps Tito Boeri, conferma una crescita a doppia cifra. Nei primi due mesi del 2015 sono infatti 79 mila i contratti attivati, il 38,4% in più rispetto ai primi due mesi del 2014. “È il segnale che l’Italia riparte”, ha prima tweettato e poi ribadito il premier Matteo Renzi, da ieri nell’inedita veste anche di ministro ad interim dei Lavori pubblici.

LE CAUSE
Molti i fattori che stanno contribuendo a invertire un ciclo economico fino a poche settimane fa disastroso. I più importanti sono esterni all’azione del governo e passano dall’immissione di liquidità monetaria della Banca centrale europea (quantitative easing) che sta facendo ripartire il credito e dall’allentamento del rigore sul debito pubblico da parte della Commissione europea. Detto questo, però, sarebbe un vero errore negare che almeno due azioni del Governo stanno contribuendo alla ripartenza dell’economia. Il primo – più per l’effetto simbolico che per l’effetto vero e proprio, è stato il taglio degli 80 euro di tasse. Il secondo – e qui entriamo più nello specifico dei nuovi posti di lavoro nella tipologia del tempo indeterminato (e non precario) è stata la decontribuzione Inps introdotta dalla Legge di Stabilità 2015. E non la sola molla. La possibilità – appena diventata concreta – di assumere con le regole del Jobs Act dovrebbe spingere molte altre imprese ad alimentare questo trend e fare nuovi investimenti. Visto che la norma prevede altri benefici fiscali per tre anni, le attese sono infatti di una ulteriore crescita in termini di assunzioni.

IN SALITA PURE IL PIL
“Fino ad adesso abbiamo volato con un motore, da marzo avremo due motori e vedremo quello che sta succedendo”, ha detto il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, che ha sottolineato come nel solo mese di gennaio il balzo dei contratti a tempo indeterminato è stato del 32,5% su base annua e per i giovani tra i 15 e i 29 anni la variazione tendenziale è stata pari a 43,1%. A febbraio scorso, l’aumento è stato del 38,4% e per i giovani è arrivato al 41,4%. Si conferma così il trend positivo per il lavoro che dovrebbe presto fare il paio con il dato trimestrale sul Pil, atteso per la prima volta con il segno più dopo una lunga stagione di recessione. Le stime parlano ancora di un +0,1%, praticamente quasi nulla, ma sempre meglio dell’ennesimo segno meno.