Le vacanze sono un lusso. Il 20% degli italiani non le farà. Le riaperture non bastano: mancano i soldi. E per Confcommercio il 47% è ancora indeciso

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Le vacanze sono un lusso. Il 20% degli italiani non le farà. Nonostante la fine del coprifuoco a giugno e le riaperture particolarmente attese dal settore turistico, quest’estate il 20% degli italiani non andrà in vacanza e quasi la metà delle famiglie (il 47,4%) non ha ancora deciso cosa farà.

A sostenerlo è un Rapporto Confcommercio-Censis sull’impatto della pandemia, per la quale il presidente dell’associazione dei commercianti Carlo Sangalli continua a chiedere sostegni più robusti. La Confcommercio, però, è nota per i suoi scenari allarmanti (spesso pure azzeccati) e per chi guarda il bicchiere mezzo pieno c’è invece spazio per l’ottimismo sulle prossime vacanze.

Tra vaccinazioni e Green Pass sono almeno 39 milioni (+12% sul 2020) gli arrivi tra italiani e stranieri stimati per l’estate con 166 milioni di presenze (+16,2%) secondo un’indagine in collaborazione con l’Università del Sannio resa nota ieri dall’Agenzia Ansa. Stime che il presidente di Demoskopika, Raffaele Rio, ha definito pure prudenziali.

La situazione migliorerà ulteriormente anche con l’eliminazione della quarantena per americani e altri turisti extra europei. Ma dove andranno questi turisti, e in particolare gli italiani? L’86,8% dei connazionali pronti a “fare le valigie” resterà sul territorio nazionale, mentre il 13,2% (percentuale quasi raddoppiata sul 2020) che andrà all’estero si limiterà a una meta europea.

Le nostre regioni più gettonate sono al momento la Puglia con 10,6 milioni di presenze (33,9%), la Toscana con 19,1 milioni (23,3%), la Sicilia con 6,5 milioni (23,6%), l’Emilia-Romagna con 23,1 milioni (26,3%) e la Sardegna con 8,2 milioni di presenze (20,0%).

Commentando i dati dell’Osservatorio Confcommercio Censis, il presidente di Confcommercio Sangalli ha sottolineato che “la pandemia si sta attenuando e ci sono le condizioni per ripartire in sicurezza. Le imprese hanno bisogno di più normalità e certezze per poter pianificare le loro attività”. “A cominciare – ha proseguito – da sostegni più robusti che devono ancora arrivare. Occorre accelerare per recuperare le perdite e rafforzare una crescita economica che è ancora troppo debole”.