Nervi tesi nella Lega. A Roma Giorgetti scarica Michetti e punta su Calenda. “Se va al ballottaggio con Gualtieri ha buone possibilità di vincere”

Michetti Giorgetti
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Nervi tesi nella Lega. In una giornata piuttosto complicata per il Carroccio, iniziata con la notizia dell’indagine a carico di Luca Morisi (leggi l’articolo) e proseguita con le frasi del ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, che a sorpresa si è lasciato andare ad alcune dichiarazioni, contenute in un’intervista rilasciata a La Stampa, in merito alle imminenti comunali di Roma.

Alla domanda su chi potrebbe vincere la corsa al Campidoglio, il leghista sembra aver ignorato Enrico Michetti, candidato del centrodestra, con una spietata analisi sul possibile voto: “Dipende da quanto Carlo Calenda riesce a intercettare il voto in uscita dalla destra. Nei quartieri del centro penso che sarà un flusso significativo. Ma non so come ragionino le periferie. Se Calenda va al ballottaggio con Gualtieri ha buone possibilità di vincere. E, al netto delle esuberanze, mi pare che abbia le caratteristiche giuste per amministrare una città complessa come Roma”.

Entrando nel merito di Michetti, invece, il giudizio è assai meno lusinghiero perché non crede affatto ad una sua possibile vittoria e anche se andasse al ballottaggio contro il candidato del Pd ritiene che a vincere sarebbe “Roberto Gualtieri”. Del resto Giorgetti non sembra convinto da Michetti tanto che, nella stessa intervista, spiega che a suo modo di vedere le cose “il candidato giusto sarebbe stato Bertolaso”.

Frasi che hanno mandato in fibrillazione il Carroccio anche se, nel tardo pomeriggio, Giorgetti ha provato a correggere il tiro e, rispondendo ad Affaritaliani.it, ha spiegato che “qualunque cosa dico ormai vengo sempre strumentalizzato. La verità? Sto girando l’Italia in lungo e in largo per promuovere i candidati del centrodestra. Figuriamoci se tifo per Calenda, l’auspicio è che il 3 e il 4 ottobre romani, milanesi, torinesi possano voltare pagina e cambiare passo con Michetti, Bernardo e Damilano”.