Legge contro omofobia, maggioranza spaccata sul testo. Il voto sarà a scrutinio segreto. I grillini offrono sostegno al Pd

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Ancora scontri tra la maggioranza di governo. Questa volta terreno della spaccatura è il testo del disegno di legge contro l’omofobia e la transfobia. In Aula alla Camera è ripresa questa mattina la discussione sul provvedimento, con le dichiarazioni di voto dei gruppi. La presidente della Camera, Laura Boldrini, ha inoltre accolto la richiesta di Lega, Pdl e Fratelli d’Italia di votare a scrutinio segreto il provvedimento.

Brunetta: Cambiare testo o voteremo no 
Tra i primi a prendere la parola, il capogruppo del Pdl, Renato Brunetta, il quale ha minacciato il voto contrario se il testo non verrà “migliorato”. “Il percorso di questa legge – ha esordito l’ex ministro – è iniziato sotto i migliori auspici, con piena condivisione dei principi”, partendo dal testo di Scalfarotto (Pd), “che ha scelto di inserire omofobia e transfobia all’interno di una legge come la Mancino, configurandoli come autonoma fattispecie di reato”. Un lavoro, spiega Brunetta, fatto di compromessi e di “sforzi”, vanificati “dall’atteggiamento più recente del Pd, per arrivare a una legge di bandiera, una legge identitaria, ideologica, diretta non a tutti i cittadini ma ai propri elettori”. “Questo mio – ha concluso Brunetta – è un ultimo appello, miglioriamo insieme questo testo e raggiungiamo un consenso il più ampio possibile di quest’Aula”.

Speranza: A un passo da risultato straordinario 
“Vorrei fare anche io un appello – è stata la replica del capogruppo del Pd, Roberto Speranza – perché siamo a un passo da un risultato straordinario” e la “la distanza” tra le due posizioni “è così piccola…”. Per il Pd, quella del Pdl è una posizione “incomprensibile e arretrata”, una “marcia indietro confermata, malgrado tutti i tentativi per arrivare a un voto unitario in Aula”.

Migliore: Non rimandare ancora voto 
Il provvedimento contro l’omofobia e la transfobia, in discussione alla Camera, ha detto il capogruppo di Sel, Gennaro Migliore, “è un’iniziativa di legge parlamentare, non era inserita in nessun programma di governo”. “Io dico al Pd – ha aggiunto – che ogni ulteriore rimando sarà un favore non alla vostra alleanza (quella tra Pd e Pdl, ndr), ma a quelli che non vogliono la legge”.

M5S: Pd avrà nostro appoggio
“Non vanificate tutti gli sforzi” della mediazione, è stato il commento del M5S in Aula, perché “abbiamo rimandato per troppi anni una legge che aspettiamo da tanto. Se il Pd in questo difficile momento ha bisogno di sostegno, avrà il nostro appoggio per difendere tutti quei diritti trascurati finora. Noi ci saremo”.