La Manovra è legge. Il Senato approva il Bilancio 2017 con 166 voti a favore e 70 No. Almeno stavolta vince il Sì

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Il Governo, com’era previsto, ha posto la fiducia sulla legge di Bilancio. A rappresentare l’esecutivo la ministra Maria Elena Boschi. “A nome del governo, e autorizzata dal consiglio dei ministri, pongo la questione di fiducia sull’approvazione senza emendamenti articolo 1” sul provvedimento “nel testo identico a quello approvato dalla Camera”, ha detto in aula Boschi. Si è aperta poi la discussione generale.

Come previsto, le opposizioni si sono espresse al Senato per il no al voto di fiducia contestando l’operato del governo e i contenuti della manovra, difesa invece da Giorgio Santini del Pd, che ha sottolineato il senso di responsabilità del suo partito. A spiegare il No del M5S Luigi Gaetti, che ha puntato l’indice sulla “arroganza della ministra Boschi” venuta in Aula a chiedere la fiducia. Per Paolo Romani (Forza Italia) “netto dissenso per metodo e contenuti della legge di bilancio, il popolo ha già detto no a un governo ricco di slide e povero di idee”.

DALL’ILVA DI TARANTO AI MALATI DI SLA: COSA NON CI SARA’ NELLA MANOVRA – di P. Alagia

Loredana De Petris (Si-Sel) ha contestato la politica economica attuata dal governo: “Gli italiani vogliono che siano rimosse tutte le leggi assurde e inique di questi anni che hanno creato un solco tra chi ha e chi non ha”. Per il no si sono schierati anche Giovanni Mauro (Gal) e Gian Marco Centinaio (Lega Nord): “Il nostro – ha detto Centinaio – è un no nel merito e nel metodo. Renzi ci ha preso in giro, ricorderemo agli italiani “questi mille giorni di niente”. La difesa è toccata al dem Santini, capogruppo Pd in commissione Bilancio: “Approvare la legge di bilancio è un “atto responsabilità verso il Paese” e di “tutela”, perchè altrimenti entrerebbe in vigore l’esercizio provvisorio ma anche perchè scatterebbero imposte per 15 miliardi (le clausole di salvaguardia). Ha quindi difeso i provvedimenti della manovra che vanno nella direzione di “irrobustire il percorso della ripresa economica” e di completare “il percorso di riforme che ha avuto importanti risultati” ed ha portato il “segno positivo per economia, lavoro, politiche sociali”.

Alla fine si è andati al voto. La Manovra è legge. Prima è stata votata la fiducia, con 173 voti favorevoli e 108 No. E zero astenuti. Dopo il voto di fiducia, il Senato ha dato il via libera anche alla Manovra vera e propria,  il ddl bilancio 2017. A favore del provvedimento, che diventa legge, si sono espressi 166 senatori, 70 contrari e un astenuto. Solo ora #BastaUnSì, insomma. Magra consolazione per il Governo.