Legge elettorale, le opposizioni chiudono ma ora anche la maggioranza frena. Donzelli (FdI): “Non è la priorità”

Legge elettorale, le opposizioni chiudono ma ora anche la maggioranza frena. Donzelli (FdI): Donzelli (FdI): “Non è la priorità”

Legge elettorale, le opposizioni chiudono ma ora anche la maggioranza frena. Donzelli (FdI): “Non è la priorità”

Con l’incardinamento in commissione Affari costituzionali alla Camera del testo presentato dal centrodestra, abbinato ad altre otto proposte sulla stessa materia depositate anche dall’opposizione, parte oggi l’iter della nuova legge elettorale. Che però si annuncia in salita. Tanto che da FdI Giovanni Donzelli frena: “La nuova legge elettorale? Vedremo, sono tanti i tavoli su cui si lavora, la priorità per gli italiani non è la legge elettorale”. Ci saranno quatto relatori, uno per ciascuna forza di maggioranza. Si tratta di Alessandro Colucci di Noi Moderati, Igor Iezzi della Lega, Nazario Pagano di Forza Italia, che è anche presidente della commissione, e Angelo Rossi di FdI. Il primo passo sarà con ogni probabilità l’avvio di una fase di audizioni con l’obiettivo di arrivare a definire un testo base.

Legge elettorale, la maggioranza ci prova ma è divisa. Le opposizioni chiudono

Il premio di maggioranza, il ballottaggio, i collegi uninominali e le liste bloccate sono tra gli aspetti che si annunciano più discussi. Fratelli d’Italia aveva già fatto sapere, all’indomani della presentazione del testo in Parlamento, che le preferenze, che al momento non sono previste, erano e rimangono un pallino di Giorgia Meloni. Ma le risposte degli alleati erano state tiepide (Forza Italia) o assenti (Lega). Proprio sul premio potrebbero arrivare degli aggiustamenti. Si ragiona, ad esempio, sulla possibilità che venga assegnato in modo diverso rispetto al listino di 70 deputati previsto al momento. Una modifica che potrebbe – si spiega nel centrodestra – non dispiacere alla Lega.

Dal ballottaggio al premio di maggioranza: i punti più discussi

Sotto la lente resta anche il ballottaggio, che vede i dubbi di FI e Lega. Da FdI, con il presidente della commissione Affari costituzionali del Senato Alberto Balboni, è stata espressa la convinzione che “per governare occorre un limitato premio di maggioranza, ragionevole”. Balboni ha anche ricordato: “Io ho avanzato una proposta diversa: utilizzare il metodo delle Regioni, dove il premio non è fisso ma è variabile, tu arrivi al 55% e lì ti fermi. Quella calendarizzata è una proposta parlamentare. Ero convinto prima, e sono convinto adesso, che sulla legge elettorale bisogna coinvolgere tutte le forze politiche. Al Senato ci sarà un pareggio. Dobbiamo garantire un limitato premio di maggioranza a chi vince, chi si oppone vuole la palude”.

Opposizioni in trincea: hanno paura di perdere

Dopo la vittoria del ‘No’ al referendum sulla giustizia, su questo fronte c’è chi sconsiglia blitz e colpi di mano. Sul dialogo vuole puntare Pagano. Ma al momento da sinistra c’è chiusura. “Hanno scritto una legge con un premio di maggioranza che è una supertruffa, non scherziamo”, ha detto dal M5S Giuseppe Conte. “Noi siamo tradizionalmente per le preferenze e poi non potremmo mai accettare premi di maggioranza che stravolgono i risultati delle urne”, ha concluso. Attacca il dem Stefano Graziano: “La maggioranza ci riprova con la legge elettorale, una legge elettorale non condivisa perché ha paura di perdere”. Duro anche Avs: “Mentre il paese soffre, le bollette crescono e i salari si abbassano, la destra pensa a come ‘cucinare’ la propria legge elettorale, cioè a scrivere una misura che gli garantisca il successo elettorale”, ha dichiarato Filiberto Zaratti.