Leggi inutili senza decreti. Dal terremoto alla Stabilità il nuovo Governo ha varato pochissimi provvedimenti

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Dodici dicembre 2016. Matteo Renzi consegna la campanella al suo successore a Palazzo Chigi, Paolo Gentiloni. Da allora sono passati 48 giorni. Poco più di un mese e mezzo, durante il quale tanto è stato detto da questo Governo. Ma, a conti fatti, quanto è stato realmente fatto? Poco. Già, perché al di là di annunci o di leggi realmente approvate, quello che manca, poi, sono i decreti attuativi, ovvero quei provvedimenti che rendono concrete norme che, altrimenti, restano esistenti solo sulla carta. A dirlo, nero su bianco, è lo stesso Governo. Secondo il report pubblicato in questi giorni dall’Ufficio per il Programma di Governo (facente capo direttamente a Palazzo Chigi), dal giorno dell’insediamento di Gentiloni a oggi sono stati approvati soltanto 19 provvedimenti.

Tutto fermo – Ma per renderci conto in maniera dettagliata di cosa sia stato fatto, entriamo nel dettaglio. Cominciamo dalla Legge di Stabilità, ultima “fatica” del Governo Renzi. La Manovra, per essere attuata concretamente, in tutte le sue parti, avrebbe bisogno di ben 77 provvedimenti attuativi. A oggi il Governo Gentiloni ne ha approvato soltanto uno. Fondamentale: “Innalzamento per l’anno 2017 delle percentuali di compensazione Iva applicabili agli animali vivi della specie bovina e suina”. Formidabile. Ma andiamo avanti. Due giorni fa, infatti, Palazzo Chigi ha partorito il terzo decreto-legge sulla ricostruzione delle zone terremotate, dopo averne approvato uno a ottobre e uno a novembre. Facendo un rapido conto dei provvedimenti cui ora i vari ministeri devono far fronte, parliamo di 41 decreti attuativi che occorrono per rendere operative le misure contenute nelle leggi. Ebbene, quanti ne sono stati approvati? In totale, due. Che, peraltro, sono ancora – per così dire – formali, dato che parliamo soltanto del “Riconoscimento dei Comuni colpiti dagli eventi sismici come aree di crisi industriale complessa” e della “Individuazione della capacità massima o minima di resistenza alle azioni sismiche in base alle zone sismiche”. I fondi possono attendere, insomma.

Anche Letta – Come detto, però, c’è anche altro tra le 19 prime urgenze del Governo Gentiloni. Addirittura spunta anche un decreto che fa riferimento a una legge approvata addirittura dal Governo di Enrico Letta e relativa ai fidi bancari. Ma non c’è da sorprendersi. Secondo un rapido calcolo e stando a quanto dichiarato dall’Ufficio per il Programma di Governo, l’eredità lasciata dai passati Governi (Monti e Letta) è colossale: nonostante siano passati anni, ancora rimangono da approvare 183 decreti. Che, gioco forza, corrispondono a 183 norme che inevitabilmente ad oggi sono carta straccia. E che dire, poi, del lascito renziano. Facciamo, anche qui, qualche rapido esempio per capirci. Prendiamo la penultima Legge di Stabilità approvata, quella relativa al 2016. Anche qui il Governo Gentiloni si è dato da fare (si fa per dire…). E così scopriamo che nel giro di 48 giorni sono stati adottati 5 decreti attuativi, che si vanno ad aggiungere ai 72 adottati invece nel corso di un anno dal Governo targato Matteo Renzi. La domanda, però,  inevitabile: quanti decreti da approvare prevede la Manovra, in totale? Ben 136. Ergo: mancano all’appello 59 decreti. Dopo un anno, non c’è male.

Twitter: @CarmineGazzanni