L’Enel si dà una scossa soltanto con le dismissioni. Perfezionata la vendita di Se Hydropower. Per ora soldi in cassa solo con operazioni straordinarie

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Non c’è nienta da fare. Al momento l’Enel sembra capace più che altro di puntare sulle dismissioni per portare in cassa un po’ di soldi. La società, guidata dall’amministratrore delegato Francesco Starace, ieri ha perfezionato l’accordo stipulato nel novembre scorso per la cessione a Sel (Società elettrica altoatesina) della partecipazione del 40% fin qui posseduta dal colosso elettrico in SE Hydropower. Il tutto per un corrispettivo pari a 345 milioni di eur. “Il perfezionamento della cessione”, ha sottolineato ieri la società di Starace, “rappresenta un passo in avanti nella realizzazione della prima fase, da 2 miliardi di euro, del programma di gestione attiva del portafoglio annunciato a Londra lo scorso marzo durante la presentazione del piano strategico 2015-2019 del gruppo Enel”. Del resto l’Enel, tra le altre cose, ha la necessità di tagliare un debito piuttosto pesante. Per far questo la società ha messo in cantiere tutta una serie di cessioni, alcune delle quali particolarmente problematiche come le controllate in Slovacchia e in Romania. In Slovacchia la società controlla il 66% di Slovenske Elektrarne. Ma il problema principale sulla strada della cessione riguarda l’esplosione dei costi richiesti per l’adeguamento della centrale nucleare di Mochovce. Quanto alla controllata rumena Electrica Muntenia Sud, il nodo è rappresentato dal fatto che il governo locale si sta appellando a quella che in gergo finanziario si chiama “opzione put” e rivendica il diritto di cedere ad Enel un’ulteriore quota della società. Per questo il gruppo di Starace è stato trascinato in un arbitrato internazionale con la richiesta di pagamento di 520 milioni di euro.

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