L’energia custodita dalle rocce: con il “Tes” Enel e Brenmiller tracciano la strada sostenibile dell’indipendenza energetica

Con un sistema di accumulo innovativo che immagazzina il calore nelle rocce Enel e Brenmiller forniscono una soluzione semplice ed efficiente per liberarci dai combustibili fossili.

Parlare di energia significa occuparsi di un bene essenziale, la cui accessibilità incide nella vita quotidiana di tutti noi; così come i suoi costi di consumo e produzione, la relativa disponibilità, e naturalmente tutte le dinamiche socioeconomiche che, mai come in questo momento storico, allo scenario energetico e alla volatilità dei suoi prezzi sono strettamente correlate.

L’energia custodita dalle rocce: con il “Tes” Enel e Brenmiller tracciano la strada sostenibile dell’indipendenza energetica

Un bene essenziale, per definizione, va innanzitutto salvaguardato: un’esigenza a maggior ragione doverosa durante quei frangenti di tensioni geopolitiche – come quello in corso, purtroppo – che, se da una parte ci spingono a riflettere sulle interconnessioni globali che caratterizzano i mercati energetici, dall’altra ci inducono a ripensare il nostro modo di agire usi e consumi, con tutto quello che ne consegue in termini sia ambientali che di risparmio.

LIBERTÀ E INDIPENDENZA ENERGETICA
É ormai evidente che l’unico modo per abbattere e in prospettiva azzerare la nostra attuale dipendenza dai combustibili fossili, e segnatamente dal gas, è accelerare sulle fonti rinnovabili puntando con convinzione, al contempo, su sistemi di storage in grado di garantire l’ottimale conservazione di quell’energia in eccesso pronta ad essere utilizzata nei momenti di bisogno. Sistemi che si configurano senz’altro come la soluzione più efficiente al tema dell’intermittenza delle rinnovabili, la cui piena funzionalità, tuttavia, non può essere raggiunta dalle sole buone intenzioni: serve in primis la tecnologia adatta per metterli a punto, e, soprattutto, per integrarli a dovere con i sistemi di produzione.

In questa direzione va il sistema TES – Thermal Energy Storage, l’innovativo impianto di accumulo sostenibile di energia che il Gruppo Enel e Brennmiller Energy hanno appena inaugurato in Toscana, a Santa Barbara nel comune di Cavriglia (Ar), e che, primo esperimento al mondo di questo genere su larga scala, utilizza le rocce come “custodi” sostenibili del calore in eccesso aprendo prospettive concrete alla realizzazione della progressiva indipendenza energetica del Paese.

La collaborazione tra Enel e Brenmiller Energy ha permesso di integrare questo innovativo sistema di accumulo con l’impianto di Santa Barbara, sperimentando la tecnologia sul campo. Nello specifico Brenmiller ha sviluppato il TES in Israele ed Enel lo ha poi integrato con l’impianto toscano contribuendo a validarne le prestazioni concretamente e in un ambiente reale; la sinergia tra le due aziende si inserisce nell’ambito di un protocollo di collaborazione italo-israeliano volto proprio ad accelerare le cooperazioni tra aziende israeliane e grandi industrie italiane.

Oltre agli enormi vantaggi in termini di efficienza, flessibilità ed innovazione sotto il profilo della produttività industriale, il sistema TES si configura come un elemento di svolta anche dal cruciale punto di vista macroeconomico: come ha messo in luce il Direttore Innovability di Enel Ernesto Ciorra, infatti, aver messo a punto un sistema di storage basato su delle semplici rocce – disponibili ovunque – significa aver tracciato la strada che ci consentirà progressivamente di fare a meno sia delle materie rare (costose e indispensabili componenti per le batterie di accumulo “comuni”), che, soprattutto, dei combustibili fossili, e dalle relative ripercussioni socioeconomiche che questa dipendenza comporta in special modo nel corso di difficili contingenze geopolitiche. Una maniera sostenibile, conveniente e innovativa per renderci definitivamente liberi dal gas, non solo quello russo, e per farlo con una soluzione vincente sia nel breve che nel lungo periodo.

UNA SOLUZIONE SEMPLICE E RIVOLUZIONARIA
Un sistema relativamente agile ed intuitivo, il TES, ma che applicato su larga scala può diventare un vettore fondamentale della transizione energetica. Sostanzialmente il calore prodotto in questo caso dalla centrale di Santa Barbara viene incanalato in tubi che lo introducono in rocce frammentate, scaldandole, e questa è la prima delle due fasi designate dal processo di stoccaggio, quella di carica; la seconda fase di scarica prevede il rilascio del calore accumulato, che va a scaldare l’acqua in pressione al fine di generare a sua volta vapore destinato a produrre elettricità. La capacità di immagazzinamento può arrivare fino a 24 MWh di calore, garantendo al contempo il significativo vantaggio di poter mantenerlo a una temperatura di circa 550°C per 5 ore, dunque a lungo termine.

Questo comporta non solo una notevole riduzione dei tempi di avviamento dell’impianto, ma anche e soprattutto la possibilità, ove messo in funzione in sinergia con impianti di energia rinnovabili, di fornire un prezioso servizio a quei clienti industriali – in particolare nei comparti energivori e cosiddetti hard-to-abate – impegnati nella decarbonizzazione della loro filiera attraverso sistemi di accumulo che garantiscano un alto grado di sostenibilità e il contemporaneo aumento dell’efficienza produttiva.

Un tassello fondamentale che, come ha sottolineato il Direttore Enel Green Power e Thermal Generation di Enel Salvatore Bernabei, grazie ad una tecnologia raffinata e funzionale segna una svolta innovativa per i sistemi di accumulo, che assieme alle rinnovabili e a reti resilienti e digitalizzate costituiscono la colonna portante di un sistema sempre più decarbonizzato e quindi più economico ed accessibile.

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