Letta piace ai poteri forti. Solo l’Ocse vede l’Italia in crescita

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Dopo tante bocciature ricevute nei giorni scorsi c’è qualcuno che riesce a intravedere segnali positivi per la nostra Italia. Il tutto nonostante sia giunto da più parti l’allarme di una disoccupazione a livelli altissimi, soprattutto quella giovanile e l’assenza di credito che le banche concedono. Solo ieri, inoltre, il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli ha parlato di imprese al collasso con 43 mila aziende a rischio chiusura. Sarà forse la fiducia nel nostro premier Enrico Letta e nei provvedimenti promessi ai poteri forti, ma di cui fino a oggi non v’è traccia, che hanno convinto Ocse e Moody’s a fornire giudizi di prospettiva positivi per l’Italia. Secondo loro dal prossimo anno vi sarà la crescita.

“La crescita in Italia mostra nuovi segnali di cambiamento positivo’, e nella zona euro continua a ‘guadagnare slancio”, prospettiva mostrata dal superindice Ocse di settembre. E sulla stessa lunghezza d’onda anche l’agenzia di rating Moody’s, in passato mai tenera nei nostri confronti. “L’Italia dovrebbe mostrare un ritorno alla crescita economica nel 2014, anno che potrebbe essere anche il primo dal 2010 in cui tutti i Paesi del G-20 registrano un incremento del Pil”, è quanto scrive Moody’s nel suo ‘Global Macro Outlook 2013-15’. Per gli analisti dell’agenzia internazionale il Pil dell’Italia dovrebbe contrarsi tra il -2 e il -1% nel 2013, per registrare quindi una crescita tra lo 0 e l’1% nel corso del prossimo anno. Tuttavia non dovrebbe attenuarsi il livello della disoccupazione, con il tasso che dovrebbe passare dall’11,5-12,5% del 2013 fino al 12-13% del 2014. Nel 2015 Moody’s vede un Pil tra lo 0 e l’1% e una disoccupazione nella forchetta 11,5-12,5%.  L’eurozona corre un “rischio considerevole” da una “ulteriore escalation della crisi”, soprattutto “se il supporto politico e sociale ai programmi di austerità continuerà a diminuire”, scrive Moody’s. In particolare, precisano gli analisti dell’agenzia internazionale, “le probabilità che un partito politico acquisisca il potere su una piattaforma che preveda l’uscita dall’area dell’euro non sono trascurabili”, soprattutto in Italia e Grecia. La disoccupazione resta però altissima e Bankitalia sollecita a tenere alta l’attenzione: “In Italia ci sono segnali qualitativi di miglioramento del quadro macroeconomico, ma occorre prestare attenzione”.

E proprio Roma ospiterà un vertice sulla disoccupazione giovanile. Lo hanno stabilito i leader di Germania e Francia, Hollande e Merkel, recependo una proposta del premier italiano. L’annuncio è stato dato durante il summit in corso in questi giorni a Parigi, dedicato a un fenomeno in preoccupante crescita. In Europa la disoccupazione dei minori di 25 anni ha superato il 23 per cento, pari a 5,6 milioni di giovani

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di Gaetano Pedullà

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