L’Europa dovrà aspettare, impossibile svuotare le celle

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di Angelo Perfetti

Il Capo dello Stato usa le parole come un maglio. Colpi pesanti e regolari, unico modo per incrinare la corazza di accidia che il Parlamento ha indossato da tempo sul tema delle carceri. “La dolorosa, umiliante, ineludibile emergenza carceraria – ha detto Napolitano – è una delle “sfide ed emergenze proprie dell’Italia” che anche l’Europa con la Corte dei diritti umani ci chiede di affrontare. Una Corte che oltre a contestarci la lentezza esasperante dei processi e la mancata responsabilità civile dei giudici, ha anche definito inumane e al limite della tortura le condizioni in cui versano i detenuti italiani.
Una questione di un’urgenza imprescindibile, che approderà la prossima settimana in Commissione Giustizia al Senato, chiama ad affrontare il tema di indulto e amnistia. Sono quattro i testi presentati al Senato; ai già noti ddl di Luigi Compagna (Gal), Luigi Manconi (Pd) e Lucio Barani (Pdl), si è aggiunto ieri  mattina un nuovo testo annunciato dal socialista Buemi e che sarà formalmente depositato oggi. La Commissione comincerà a esaminare i ddl la prossima settimana. Ieri mattina, intanto, sono stati scelti i relatori: Nadia Ginetti (Pd) e Ciro Falanga (Pdl).

Andamento lento
“Il percorso non mi pare possa essere breve – ha chiarito Il presidente della commissione Francesco Nitto Palma – ma eviterei di drammatizzare oltre misura, raccordando questi provvedimenti a un caso specifico”.  Nitto Palma chiede di evitare polemiche: “Eviterei, come accaduto in questi giorni, di soffermare l’attenzione su questo o quell’aspetto dei testi di legge. Con tutto il tempo che ci vorrà- aggiunge- si arriverà a un testo unificato in cui i relatori non potranno non tenere conto della posizione maggioritaria”. E se il Movimento 5 Stelle esprime molte perplessità (“Sono misure ingiuste e tampone, che si applicano anche alle pene accessorie e ai recidivi – dice Maurizio Buccarella – cosi non va proprio bene”), Palma ribatte: “Il Pd ha la maggioranza assoluta alla Camera e un terzo dei senatori a palazzo Madama. Per approvare un  provvedimento di amnistia e indulto ci vogliono i 2/3 dell’aula. Quindi…”.
Francesco Nitto Palma insiste molto sulla lungaggine dei tempi: “Se c’è un atteggiamento ostruzionistico di uno o più gruppi i tempi si dilatano a dismisura. E se non c’è una visione di un accordo è inutile andare avanti”. Infine, il presidente della commissione annuncia che entro una ventina di giorni potrebbero essere auditi i ministri competenti: Angelino Alfano (Interno) e Anna Maria Cancellieri (Giustizia).
L’audizione della Cancellieri
Quest’ultima sarà già impegnata in Commissione Giustizia alla Camera, dove viene esaminata una relazione all’Assemblea sulle tematiche oggetto del messaggio del Presidente della Repubblica trasmesso alle Camere il 7 ottobre 2013 sulla emergenza provocata dal sovraffollamento nelle carceri. In merito è prevista nella seduta di domani   un’audizione del Ministro della Giustizia, Cancellieri. E’ programmata  anche una indagine sulle proposte di legge 631 e 980 contenenti modifiche al codice di procedura penale in materia di misure cautelari personali. Sono state fissate in merito audizioni di rappresentanti dell’Associazione nazionale magistrati e dell’Unione camere penali italiane.

Cancellieri Maga Magò
Nel “prossimo maggio” – scadenza imposta dall’Europa all’Italia per trovare soluzioni al problema carceri – “non avremo risolto tutto, non sarebbe possibile neanche se fossimo Maga Mago’”, ma “daremo un segnale forte e determinato di inversione di tendenza”. Il Guardasigilli Annamaria Cancellieri prova a vedere positivo.  “Ha ragione Antigone – ha detto Cancellieri – i posti letto sono quelli che sono, ci sono però delle manutenzioni in corso per cui in realtà si occupano meno posti di quelli ufficiali. Il numero reale dei posti letto disponibili in carcere è inferiore al dato ufficiale. Secondo il Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria, i posti letto regolamentari in carcere sono 47.615, mentre l’associazione Antigone aveva contestato tale numero, parlando di un totale di 37mila posti.