Nei talk show sempre il solito caravanserraglio di giornalisti del mainstream, tutti a darci lezioni sulla Russia dove vige una crudele dittatura e su quel cattivone di Putin che vuole invadere l’Europa. Non se ne può più.
Emma Dorini
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Gentile lettrice, se permette un consiglio, diffidi da chi dà lezioni, anche solo di bon ton. La sua lettera mi ricorda un episodio degli anni ’90. Ero in Albania come tanti altri colleghi ed era in atto una specie di guerra civile. A causa del coprifuoco, dopo le 7 di sera non si poteva che stare in albergo. Noi giornalisti italiani cenavamo a una grande tavolata, a capotavola sempre una famosa collega oggi passata in politica. A fianco c’era la tavolata degli inviati della Reuters, tra i quali una giovane e bellissima producer di Sarajevo. Una sera questi mangiano l’omelette e la famosa giornalista fa con disdegno: “Tagliano l’omelette col coltello! Che orrore!” Molti di noi pensarono: “Urca, che donna raffinata”. Finita la cena, ci disperdiamo. A un certo punto della notte mi avvio all’ascensore per rientrare in camera. Davanti alla porta dell’ascensore c’era la raffinata collega, che non si avvide del mio arrivo nel lungo corridoio con moquette e mollò un peto che sembrò una cannonata, più forte degli spari dei kalashnikov che là fuori bucavano la notte. Subito dopo, vedendomi alle sue spalle, le mancò il respiro per l’imbarazzo. “A che piano? Terzo?” chiesi amabilmente, come nulla fosse. Salii tre piani in apnea. Questo apologo ci consiglia di diffidare di chi dà lezioni, soprattutto se trattasi di giornalista. Dal televisore non si sente ma il peto c’è ed è forte.
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