Neanche il cessate il fuoco di due settimane in Iran è sufficiente per placare Benjamin Netanyahu. Nella prima giornata di tregua, infatti, Israele intensifica gli attacchi sul Libano come mai prima d’ora. Un’ondata di raid ha colpito Beirut, con diversi quartieri della città coinvolti, dal centro al lungomare. E anche zone molto popolose.
Inevitabile il panico tra le strade della capitale libanese, con i testimoni che parlano di “scene apocalittiche” per gli edifici distrutti e le colonne di fumo che si sollevano in più punti della città. Secondo alcune fonti mediche si registrano già centinaia di feriti e decine di morti, con diversi cadaveri tra le strade.
Israele se ne frega del cessate il fuoco: il Libano sotto assedio
Le operazioni di soccorso sono partite in diverse zone della città – con oltre cento ambulanze mobilitate dalla Croce Rossa – ed è anche stato lanciato un appello alla popolazione per donare il sangue. Le operazioni sono state eseguite e rivendicate dall’Idf, che parla del “più grande attacco condotto contro le infrastrutture di Hezbollah”, sprezzante del cessate il fuoco in atto.
Anche l’esercito israeliano ha dovuto ammettere che la maggior parte degli obiettivi presi di mira si trovava “nel cuore delle aree abitate”. D’altronde per Netanyahu il cessate il fuoco sembra irrilevante, tanto che ha da subito sostenuto che non riguarda anche il Libano. Hezbollah, però, al contrario di Israele stamattina ha comunicato di aver sospeso il lancio di razzi.
Israele ha lanciato attacchi anche in altre zone del Libano, al Sud, tra Sidone e al-Qalila. Anche qui si parla di diverse vittime. Il premier libanese, Nawaf Salam, accusa Israele di aver ucciso civili disarmati in Libano e di aver attaccato aree densamente popolate, soprattutto a Beirut. E questi attacchi rischiano di avere conseguenze anche sul cessate il fuoco, considerando che l’ambasciatore iraniano alle Nazioni Unite ha affermato che Israele deve rispettare la tregua e che qualsiasi attacco può complicare la situazione e portare a contro-risposte.