L’inchiesta si allarga. Un fiscalista della Lega mirava ai fondi Covid. Il ruolo del commercialista Manzoni. Torna l’affare delle mascherine

di Davide Manlio Ruffolo
Cronaca

Anziché diminuire, aumentano i fronti investigativi collegati all’inchiesta sulla compravendita del capannone di Cormano. L’ultimo di questi, ancora tutto da accertare, punterebbe dritto dritto ai fondi per l’emergenza Covid-19 come emerge dall’intercettazione del 18 marzo in cui Andrea Manzoni, già revisore contabile per il Carroccio, racconta il possibile affare all’imprenditore Francesco Barachetti.

“Riusciresti anche a venderci i gel per lavar le mani? (…) Hai presente il gel quello che va di moda adesso? (…) se riesci a prendere piede su quello (…) la pulizia secondo me tutti incominciano a essere più attenti eh” chiede il commercialista indagato. Una frase sibillina con cui l’uomo, almeno secondo la ricostruzione contenuta nell’informativa degli investigatori della Guardia di finanza, intende “lasciar intravedere” all’imprenditore “le prospettive di guadagno sottese al proficuo inserimento in questa nicchia di mercato”.

“Se pensi già solo io e Alberto (Di Rubba, ndr), tra uffici, non solo auto (…) adesso in Lega, cioè vedi che il lavoro arriva” lo rassicura il commercialista in relazione a “futuri lavori commissionati all’impresa dal partito politico Lega per Salvini premier e da altre entità allo stesso riconducibili, come ad esempio Radio Padania“. In quell’occasione Manzoni fa anche riferimento “alla recente acquisizione, al momento non riscontrata ufficialmente, della divisione pulizie e sanificazione” di un società da parte della Barachetti, “quale condizione necessaria e sufficiente per procacciarsi i lavori presso i locali riferibili al partito”.

Grazie a quest’operazione, spiega il commercialista: “Secondo me adesso ti faremo fare la sanificazione, ne parlavo proprio con Calderoli ieri (…) è un’attività separata completamente slegata dall’attività di costruzione”. Che qualcosa in tal senso si fosse smossa lo si evince dal fatto che il 24 marzo vengono apportate modifiche allo statuto societario della Barachetti service srl in cui viene inserita anche l’attività di “pulizie, disinfestazioni, derattizzazioni e sanificazioni civili e industriali”.

Ma seguendo le movimentazioni sospette, i finanzieri si sono imbattuti anche su Tatiana Andreeva, moglie russa dell’imprenditore Barachetti, nonché socia delle aziende del marito, e su alcuni investimenti in Russia. Questo ulteriore fronte lo si evince da alcune informative dei finanzieri in cui spicca l’intercettazione del 18 novembre 2019 quando Andreeva parla con un agente finanziario, come sintetizzato dai finanzieri, a cui fa “intendere l’esistenza di operazioni con la Lega con altri intermediari bancari”. L’interlocutore la stoppa per ricordare alla donna “la raccomandazione” ricevuta dalla banca di “evitare di far transitare sul conto movimentazioni finanziarie in entrata provenienti dalla Lega’”.

Inoltre, secondo gli inquirenti, seguendo i soldi intascati da Barachetti per l’affare dell’immobile di Cormano, parte di quel denaro sarebbe stata usata dall’uomo per l’acquisto di una proprietà a San Pietroburgo in Russia. Come se non bastasse, sempre seguendo i soldi transitati sui conti dei fiscalisti è spuntato anche un pagamento di 160mila euro in contanti, tra l’ottobre del 2019 e il giugno del 2020, sui conti della Lega di Matteo Salvini e di alcune articolazioni del partito in Calabria, Campania e Lazio.

A versare le somme è stato Manzoni ma per l’Antiriclaggio si è trattato di versamenti “non del tutto giustificati”. Anzi l’Uif ipotizza “una grave commistione tra fondi illeciti e finanze dell’associazione”. Insomma tutte questioni su cui i pm vogliono fare chiarezza e di cui, nell’interrogatorio della prossima settimana, potrebbero chiedere lumi a Luca Sostegni (nella foto), ossia l’indagato che ha scelto di collaborare.