di Alessandra Fassari
Alla fine Marchionne ce lโha fatta. Fiat acquisirร il 41,5% detenuto dal fondo pensione americano Veba in Chrysler, e lo farร senza indebitarsi troppo, pagando un corrispettivo complessivo di 3.650 milioni di dollari. Lโunica parte che il Lingotto pagherร in cash ammonterร perรฒ a 1.750 milioni di dollari. Soldi che saranno reperiti utilizzando la liquiditร disponibile. Il restante sarร recuperato dalla stessa Chrysler, in quanto a fronte della vendita della partecipazione detenuta nella casa automobilistica Usa, Veba riceverร anche un dividendo straordinario che Chrysler Group pagherร a tutti gli azionisti, per un totale pari a circa 1.900 milioni di dollari. Un grande successo per la Fiat e il suo management , un poโ meno per lโItalia che adesso vede diventare davvero il gruppo torinese sempre piรน americano e meno italiano.
Stati Uniti in volo
La mossa di Marchionne รจ perรฒ obbligata. Mentre qui in Italia lโazienda รจ impelagata in difficili rapporti sindacali e in ingombranti richieste sugli impegni presi in tema di investimenti, il mercato dellโauto europeo ristagna e quello italiano in particolare affonda. Tutta una musica diversa da quanto accade negli Usa, dove invece il mercato dellโautomotive รจ ripartito giร nel 2012. Un fiume di vendite dove Chrysler รจ protagonista, con vendite in aumento anche rispetto alle dirette concorrenti General Motors e Ford. Di qui la decisione del gruppo nato in Piemonte di crescere nella controllata a stelle e strisce. Operazione non facile per i costi, ma soprattutto per una serie di contenziosi che sembravano aver fatto slittare tutto a chissร quando. Attesa che secondo quanto riportato appena tre giorni fa dal quotidiano Milano Finanza era invece ormai agli sgoccioli. Indiscrezione che aveva spinto il titolo nelle ultime sedute. Mercati che probabilmente adesso prenderanno con soddisfazione lโacquisizione senza necessitร di procedere con un temuto aumento di capitale. Aumento espressamente escluso ieri dal Lingotto alla luce della struttura di finanziamento dellโintera operazione con Veba.
Le reazioni
โAspetto questo giorno sin dal primo momento, sin da quando nel 2009 siamo stati scelti per contribuire alla ricostruzione di Chryslerโ, ha commentato a caldo John Elkann, ricordando che โil lavoro, lโimpegno e i risultati raggiunti da Chrysler negli ultimi quattro anni e mezzo sono qualcosa di eccezionaleโ. โColgo questa opportunitร ยป, ha aggiunto Elkann, ยซper dare formalmente il benvenuto a tutte le persone di Chrysler nella nuova realtร frutto dellโintegrazione di Fiat e Chryslerโ.
Ma lโoperazione di ieri non รจ una semplice fusione tra due imprese. Per la Fiat, il suo destino e il rapporto con lโItalia รจ molto di piรน.
Momento storico
Lโacquisto da parte di Fiat del 100% di Chrysler, ha commentato lโamministratore delegato Sergio Marchionne, โci permetterร di realizzare pienamente la nostra visione di creare un costruttore di auto globale, con un bagaglio di esperienze, punti di vista e competenze unico al mondoโ. E ha proseguito: โNella vita di ogni grande organizzazione e delle sue persone ci sono momenti importanti, che finiscono nei libri di storia. Lโaccordo appena raggiunto con Veba รจ senza dubbio uno di questi momenti per Fiat e per Chrysler. Sarรฒ per sempre grato – ha concluso Marchionne – al team di leadership per il sostegno e per il loro incessante impegno nel realizzare il progetto di integrazione che oggi assume la sua forma definitivaโ.
Nuovo contratto in vista
Adesso resta tutto aperto il nodo Italia, con gli investimenti promessi che non si vedono, con il mercato in caduta libera, lโassenza di nuovi modelli e un rapporto logoro con la rete vendita. Sempre secondo le indiscrezioni appena riportate da Milano Finanza, che a questo punto sembrano piรน che attendibili, si sarebbe ottimismo riguardo alle trattative per il rinnovo del contratto degli 80mila dipendenti del gruppo in Italia (compresi quelli di Cnh Industrial). Qui i negoziati riprenderanno il 13-14 Gennaio. Un segnale che i lavoratori si attendono e che potrebbe mettere su una nuova corsia i rapporti industriali ancora molto tesi con i metalmeccanici della Cgil, nonostante le prime aperture successive agli obblighi di contrattazione imposti a Fiat dalla Consulta.