L’invasione dei migranti irregolari: l’80% degli arrivi è fuori legge. Ma l’Europa se ne frega: dall’Ungheria alla Slovacchia, i Paesi non offrono aiuto

di Francesco Carta
Mondo

Lo sappiamo bene: dei migranti si parla solo in occasione delle tante tragedie che hanno reso il Mediterraneo un “mare mortum”. Eppure i dati snocciolati ieri dal commissario Ue alla Migrazione e Affari Interni Dimistris Avramopoulos sono a dir poco impressionanti: l’80% dei migranti che arrivano in Italia sono irregolari, segno del fatto che più di qualcosa non va nel sistema e nei criteri di accoglienza europea. Passi in avanti, però, sono stati compiuti. Specie dai due Paesi più sotto osservazione, ovvero Italia e Grecia. Come comunicato dallo stesso Avraopoulos, “la Commissione ha chiuso la procedura di infrazione a Grecia e Italia per la raccolta delle impronte digitali Eurodac”. Istituita nel 2003, Eurodac è una banca dati dell’Ue per le impronte digitali dei richiedenti asilo per agevolare l’applicazione del regolamento di Dublino, che determina lo Stato membro competente per l’esame di una domanda di asilo presentata nell’Ue. Ebbene, secondo la Commissione Ue negli ultimi mesi i due Paesi più esposti al flusso migratorio “hanno compiuto sforzi sovrumani per gestire la crisi dei rifugiati. La Commissione ha deciso di chiudere le procedure d’infrazione avviate contro l’Italia e la Grecia per mancata applicazione del regolamento Eurodac in quanto in entrambe gli Stati il tasso di rilevamento delle impronte digitali è ora prossimo al 100%”.

Muro europeo – Ma la Avramopoulos ha fatto il punto soprattutto per quanto riguarda il ricollocamento dei richiedenti asilo. Secondo quanto comunicato, a novembre si segnala una “tendenza positiva”, come definita dalla stessa Ue: finora sono state distribuite in tutto 8.162 persone, di queste 6.212 dalla Grecia e 1.950 dall’Italia. Ma non basta: “Gli Stati ora devono aumentare i propri sforzi, per raggiungere l’obiettivo previsto per settembre 2017 (34.953 i trasferimenti dall’Italia, ndr). Chiediamo loro di effettuare almeno 2mila ricollocamenti al mese dalla Grecia e mille dall’Italia, e da aprile 2017, di aumentare a 3mila dalla Grecia e 1.500 dall’Italia”. Ma andiamo allora a vedere i dati Stato per Stato. E qui emergono le solite criticità, segno di un’Europa non omogenea nell’accoglienza. Un esempio su tutti: Ungheria e Slovacchia non hanno offerto nemmeno un posto, mentre la Bulgaria ne ha offerti 140, la Repubblica Ceca 20, la Lituania 60 e la Polonia 35. Ma parliamo, peraltro, di un’ospitalitù potenziale siccome, di fatto, ancora non è stato accolto migranti. Tuttavia, per ora Bruxelles non pensa a procedure d’infrazione. Intanto non potevano mancare prese di posizione delle opposizioni contro il dimissionario Governo Renzi. Maurizio Gasparri, non a caso, ha parlato della “ennesima bocciatura” per l’esecutivo: “Renzi usa la Marina militare Italiana da mesi e mesi per trasportare clandestini che poi l’Europa, considerandoli tali, non vuole ricollocare”. Mentre la Lega ha parlato del “grande inganno” del Pd, svelato soltanto ora dall’Ue.