L’Italia gioca la carta del deficit. In ballo un tesoretto da 3 miliardi. Parte il rush finale per la presentazione del Def. Padoan: manovra espansiva rispettando i vincoli Ue

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L’Italia prova a giocarsi la carta del deficit. In ballo c’è l’utilizzo di qualche decimale di punto in più, sempre nel rispetto dei vincoli europei, per recuperare qualche miliardo di euro aggiuntivo da destinare allo sviluppo. E fare del Def, il Documento di economia e finanza che sarà presentato alla fine della prossima settimana, uno strumento “espansivo”.Insomma, l’Italia utilizzerà i vincoli di bilancio europei nel modo più elastico possibile, ha chiarito ieri il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan prefigurando una manovra espansiva che secondo fonti governative dovrebbe aggirarsi intorno ai 3 miliardi in valore assoluto. Il Def, l’atto con il quale l’esecutivo rivede il quadro macroeconomico e di finanza pubblica, “sarà presentato al Parlamento alla fine della prossima settimana e approvato dal Consiglio dei ministri subito prima”, ha concluso sul punto Padoan durante un’audizione alla Camera.

I PASSAGGI
Il ministro ha poi aggiunto che “il Def e la legge di Stabilità dell’anno scorso erano già espansivi. A partire da quest’anno ci sono nuove clausole. Utilizzeremo i margini che le regole ci danno”. Già in autunno l’esecutivo aveva previsto di ricorrere alla leva del deficit alzando il deficit di quest’anno dal 2,2 al 2,6%. Secondo alcune indiscrezioni emerse ieri l’andamento meno sfavorevole dell’economia e la minore spesa per interessi, dovuta al quantitative easing della Bce, hanno avuto un effetto positivo sul bilancio e permetterebbero ora al governo di destinare almeno altri 0,2 punti di Pil al sostegno della ripresa. Resta da vedere come questo si tradurrà in termini di nuovi obiettivi programmatici. Il deficit resterà comunque entro il 3% del Pil. Il margine di manovra potrebbe essere più ampio nel 2016, anno nel quale l’Italia intende utilizzare le nuove indicazioni della Commissione europea sulla flessibilità, diffuse a metà gennaio. “La clausola è un’opzione importante, valuteremo se e soprattutto quando esercitarla”, ha detto Padoan, precisando che “è intenzione del governo avvalersene nel modo più efficiente possibile”.

IL CONTESTO
La comunicazione della Commissione ammette deviazioni dagli obiettivi di bilancio per tenere in considerazione l’avverso ciclo economico, promuovere gli investimenti e incoraggiare l’attuazione delle riforme strutturali. A ottobre il ministero dell’Economia stimava che il deficit potesse scendere all’1,8% del Pil il prossimo anno. Anche in caso di revisioni al rialzo, la distanza dal tetto del 3% resta ampia.Quel che più conta, però, è che l’esercizio della clausola potrebbe permettere al governo di dimezzare la correzione da 16 miliardi già iscritta a bilancio ma ancora tutta da definire. È ancora da vedere se già nel Def l’Italia chiederà formalmente all’Europa di attivare la clausola. Di sicuro il governo sta cercando di far valere il processo di riforma fatto finora. C’è poi il capitolo investimenti: nel Def ci sarà un allegato infrastrutture con una lista di 49 progetti selezionati.

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