L’Italia ha mollato la Grecia. E Renzi vola dalla cancelliera. Il nostro premier stronca il leader di Siryza

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Ieri Matteo Renzi ha festeggiato il ritorno in edicola dell’Unità come un segno della Sinistra che recupera uno dei suoi simboli. Un simbolo piuttosto strano da capire per quei vecchi militanti che si sono trovati a pagina uno l’eciclica a puntate del Papa (peraltro già ampiamente commentata da giorni).

SINISTRA PERDUTA
Se c’era invece da dare un segnale forte a Sinistra, il premier si è guardato bene dal farlo e mentre preparava le valige per volare oggi da Angela Merkel ha sentito al telefono Alexis Tsipras, offrendogli solo generici incoraggiamenti. La scelta di campo del nostro premier è d’altronde chiara da sempre. Dal primo giorno in cui quegli stessi poteri forti – all’epoca garantiti da Giorgio Napolitano – avevano deciso di mettere da parte il mite Enrico Letta per offrirgli le chiavi di Palazzo Chigi. Perché a Berlino non capissero male l’antifona, Renzi ha voluto puntualizzare il suo pensiero e in un’intervista al Sole 24 Ore (perché l’Unità non era in grado di farla?) ha stroncato il suo collega greco. “Una cosa è chiedere flessibilità nel rispetto delle regole. Un’altra è pensare di essere il più furbo di tutti, essere cioè quello che le regole non le rispetta”, ha detto Renzi, iscrivendosi al partito di chi chiede le dimissioni di Tsipras, come il premier spagnolo Mariano Rajoy.

TOH, LE REGOLE!
“I negoziati li ha interrotti Varoufakis, purtroppo – ha detto Renzi -. Il problema non è su chi ha sbagliato per primo, questo non è l’asilo. Il punto è che la Grecia può ottenere condizioni diverse ma deve rispettare le regole. Altrimenti non c’è più una comunità. Scusi, noi abbiamo fatto la riforma delle pensioni: ma non è che abbiamo tolto le baby pensioni agli italiani per lasciarle ai greci, eh! Noi abbiamo fatto la riforma del lavoro, ma non è che con i nostri soldi alcuni armatori greci possono continuare a non pagare le tasse. Potrei continuare”. Nella stessa intervista Renzi ha aggiunto che se c’è il tana libera tutti sulle regole, “che succede in Spagna a ottobre? E in Francia tra un anno e mezzo? Una cosa è chiedere flessibilità nel rispetto delle regole. Un’altra è pensare di essere il più furbo di tutti, essere cioè quello che le regole non le rispetta. Noi vogliamo salvare la Grecia, ma devono volerlo anche i greci. Altrimenti non funziona”. Ma è stato nel difendere la Merkel che il nostro Presidente del Consiglio l’ha sparata proprio grossa. “Dare la colpa alla Germania di ciò che sta avvenendo in Grecia è un comodo alibi che non corrisponde alla realtà. Dare sempre la colpa ai tedeschi non può essere una politica. Può tirare su il morale, ma non tira su l’economia. La Merkel ha provato davvero a trovare una soluzione”. Poverina. Come noi che dobbiamo leggere queste favole sul Sole 24 Ore.