L’Italia torna zona rossa fino all’Epifania. Spostamenti vietati. A Capodanno coprifuoco dalle 22 alle 7. L’Iss: “Incidenza molto elevata ancora tre regioni ad alto rischio”

ZONA ROSSA ROMA
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

L’Italia torna zona rossa, per gli ultimi 6 giorni di lockdown previsti per le festività natalizia. Le misure di contenimento saranno in vigore fino all’Epifania, con un solo giorno arancione, il 4 gennaio. Il Capodanno sarà sorvegliato speciale da parte delle forze dell’ordine. Sarà possibile, una sola volta al giorno, spostarsi per fare visita a parenti o amici, pure verso altri Comuni, entro la stessa regione, tra le 5 e le 22 e nel limite massimo di due persone, oltre i figli minori di 14 anni e le persone disabili o non autosufficienti conviventi. I negozi non ritenuti attività essenziale saranno chiusi e i ristoranti potrà lavorare solo da asporto. Spostamenti vietati nelle ore del coprifuoco, cioè a partire dalle 22, se non per comprovate esigenze di lavoro, di salute o di necessità e urgenza. Coprifuoco che nella notte di San Silvestro non terminerà alle 5 bensì alle 7 di domani. Nei giorni rossi sarà possibile andare in altre regioni per tornare nella propria residenza o per comprovati motivi di lavoro, salute o necessità. I trasgressori rischiano multe dai 400 ai 1.000 euro.

L’ultimo report del Ministero della Salute e dell’Iss

Ancora in aumento l’indice Rt in Italia, che sale da 0,90 a 0,93: è la terza settimana consecutiva di aumento. A riferirlo è il report settimanale del ministero della Salute e dell’Istituto superiore di sanità, riferito al periodo 21-27 dicembre. In 4 regioni (Basilicata, Calabria, Liguria e Veneto) è sopra 1, in Puglia e Lombardia è a 1. “La Regione Veneto oltre ad un Rt puntuale maggiore di uno si accompagna ad una incidenza particolarmente elevata. Nella settimana di monitoraggio si osserva una diminuzione generale del rischio, principalmente dovuta a una lieve riduzione nei tassi di occupazione dei posti letto in terapia intensiva e aree mediche”. In particolare, nove Regioni sono classificate a rischio Basso. Undici Regioni/PPAA sono classificate a rischio Moderato, di cui tre (Emilia-Romagna, Valle d’Aosta e Veneto) hanno una probabilità elevata di progredire a rischio alto nel prossimo mese nel caso si mantenga invariata l’attuale trasmissibilità. Una Regione (Sardegna) ha una classificazione del rischio Non Valutabile – equiparato a rischio alto – data la bassa percentuale di completezza dei dati.

“Le Regioni Calabria, Liguria e Veneto – riferisce ancora il monitoraggio – hanno un Rt puntuale compatibile con uno scenario tipo 2. Questo desta particolare preoccupazione e pertanto si esorta a considerare di applicare le misure previste, per i livelli di rischio attribuiti, anche alla fine di queste festività come descritto nel documento “Prevenzione e risposta a Covid-19: evoluzione della strategia e pianificazione nella fase di transizione per il periodo autunno-invernale” trasmesso con Circolare del Ministero della Salute”.

“Continua il segnale di controtendenza nell’indice di trasmissione segnalato nelle due precedenti settimane nell’intero Paese. Questo – si legge ancora nel report dell’Iss – si realizza in un contesto europeo caratterizzato da un nuovo aumento nel numero di casi in molti paesi Europei e la comparsa di varianti virali segnalate con una potenziale maggiore trasmissione. L’epidemia in Italia si mantiene grave ancora a causa di un impatto elevato sui servizi assistenziali. Complessivamente – sottolinea il documento – l’incidenza in Italia rimane ancora molto elevata e l’impatto dell’epidemia è ancora sostenuto nella maggior parte del Paese. Il valore è ancora lontano da livelli (50 casi per 100.000 in sette giorni) che permetterebbero il completo ripristino sull’intero territorio nazionale dell’identificazione dei casi e tracciamento dei loro contatti”.

Nell’ultima settimana, scrivono ancora Iss e ministero della Salute, “si osserva una diminuzione generale dell’impatto della epidemia nei servizi assistenziali, con i tassi di occupazioni dei posti letto in terapia intensiva e aree mediche sotto la soglia critica a livello nazionale per la prima volta dalla fine di ottobre”. Ma sono ancora 10 le Regioni in cui è segnalato “un tasso di occupazione in terapia intensiva e/o aree mediche sopra la soglia critica”. Complessivamente, il numero di persone ricoverate in terapia intensiva è in lieve diminuzione da 2.731 (21/12/2020) a 2.565 (28/12/2020); anche il numero di persone ricoverate in aree mediche è diminuito passando da 25.145 (21/12/2020) a 23.932 (28/12/2020). “Tale tendenza a livello nazionale sottende forti variazioni inter-regionali”.

“E’ complesso prevedere l’impatto che potrebbe avere il periodo di feste natalizie – sottolinea ancora il report -, tuttavia le aumentate mobilità e interazione interpersonale tipica della socialità di questa stagione potrebbero determinare un aumento rilevante della trasmissione di SARS-CoV-2. E’ fondamentale che la popolazione eviti tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie e di rimanere a casa il più possibile. Si ricorda che è obbligatorio adottare comportamenti individuali rigorosi e rispettare le misure igienico-sanitarie predisposte relative a distanziamento e uso corretto delle mascherine. Si ribadisce la necessità di rispettare le misure raccomandate dalle autorità sanitarie compresi i provvedimenti quarantenari dei contatti stretti dei casi accertati e di isolamento dei casi stessi”.