Lo strano stop al biometano

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di Sergio Patti

L’economia arranca, ma dietro la debolezza di interi settori industriali non c’è solo la crisi generale. Burocrazia, norme complesse e soprattutto l’inerzia dei soggetti pubblici blocca anche quelle attività che hanno mezzi e possibilità di investire. Un caso emblematico, soprattutto perchè ricade in un settore strategico come l’energia, è quello legato allo sfruttamento del biometano. Il decreto del 5 dicembre 2013 che definisce le modalità di incentivazione del biometano immesso nella rete del gas naturale è entrato in vigore quasi un anno fa, lo scorso 18 dicembre 2013. Ma ad oggi mancano gli ulteriori provvedimenti di competenza dell’Autorità per l’energia elettrica il gas e il sistema idrico (Aeegsi). Tra questi, una delibera per fissare le caratteristiche del biometano stesso. Il termine di quest’ultima è stato rimandato al 31 Ottobre prossimo. Chissà se si farà in tempo.

SENZA FRETTA
In silenzio dal 26 aprile 2012, dopo aver raccolto le posizioni degli operatori sulla base di un documento per la consultazione in materia di “regolazione tecnica ed economica delle connessioni di impianti di produzione di biometano alle reti del gas naturale”. In ritardo su tutti gli atti che il “decreto biometano” imponeva all’Aeegsi di emanare entro il 18 febbraio, l’Autorità sembra voler frenare molti potenziali investimenti. Così, mentre non può essere ancora reso pubblico il valore dei cosiddetti certificati di immissione al consumo dei biocarburanti, si perdono risorse. E l’Italia frana.