Pesanti ombre sul Pirellone. “Lombardia gestita da incapaci”. Parla De Rosa, capogruppo M5S in Consiglio regionale: “Questo Centrodestra ormai è impresentabile”

Lombardia Fontana De Rosa
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Massimo De Rosa, capogruppo M5S in consiglio regionale della Lombardia, cosa dire su Attilio Fontana indagato?
“Avevamo già sollevato forti perplessità sul fatto dei cinque milioni scudati all’estero e che comunque non fossero qualcosa che potesse essere attribuibile a un governatore della Lombardia visto che la politica deve dare un esempio di sobrietà e correttezza nei confronti dello Stato. Adesso la giustizia farà il suo corso, non ci esprimiamo su colpevolezze o meno. Certamente però è l’ennesimo colpo a questa giunta di centrodestra che non ne azzecca una e inizia ad avere problemi non indifferenti. Prima i camici e ora si aggiunge questa rogatoria per capire se questi fondi sono leciti o meno. Sicuramente tutto questa getta una pesante ombra sul centrodestra e sul governatore. Ci chiediamo se in queste condizioni intendano ancora portare avanti la gestione di una delle Regioni più importanti d’Italia”.

Cosa chiedete ora?
“Quello che auspichiamo è che ci siano immediatamente trasparenza e risposte su qual è la situazione. Poi a seconda di come verrà chiarita potremo esprimerci sulle dimissioni o altro”.
La Lombardia era già segnata dalle polemiche sulla gestione della pandemia.
“Adesso si sta cercando di uscire e di far rialzare la testa alla Lombardia dopo le figuracce che ci hanno fatto fare con una gestione pessima della pandemia e questo ennesimo colpo non ci porta a pensare costruttivamente a come uscire dall’emergenza e al rilancio della Regione. Un avvocato che si trova coinvolto da presidente di Regione la dice lunga sul fatto che siano persone competenti e che sappiano muoversi nelle amministrazioni in ambito politico”.

Erano credibili le giustificazioni che furono date a suo tempo da Fontana su quei soldi come eredità dei genitori?
“Non vanno trovate altre scuse. All’epoca dissero che erano risparmi della madre. Certamente se la magistratura indaga vuol dire che alcuni conti non tornano. Adesso o il governatore fornisce delle risposte o le risposte le avremo dalla rogatoria. Se hanno qualcosa da nascondere sarebbe forse più dignitoso dichiararlo oggi e non fare agonizzare un’intera Regione in una situazione di incertezza”.

Tra Giulio Gallera e Letizia Moratti c’è stato un cambio di passo?
“Assolutamente no. Gallera ha fatto i suoi errori ma abbiamo trovato una continuità con la gestione Moratti. Anzi per assurdo la gestione Moratti con Bertolaso ha avuto l’effetto di peggiorare la situazione perché si è illusa la Lombardia con annunci e conferenze stampa che si sarebbe arrivati a risultati importanti poi smentiti dai fatti e dai disguidi che hanno subito i lombardi. Ricordo che Bertolaso, in collaborazione con Moratti, è alla guida delle varie unità che gestiscono il piano vaccinale in Lombardia e quindi non possono dire che non sapevano dei problemi di Aria (Azienda regionale per l’innovazione e gli acquisti, ndr), di tutte le complicazioni che sarebbero sorte dal fatto che il portale non era all’altezza per le vaccinazioni. Si tratta di scelte politiche che si fanno risalire al governatore ma soprattutto ci portano direttamente a Moratti e Guido Bertolaso. Senza considerare, peraltro, che il dialogo istituzionale con le opposizioni è stato sempre zero. Nonostante le promesse di Moratti e Fontana non c’è stato mai confronto”.

C’è stata la storia degli sms inviati agli anziani per le vaccinazioni mai andati in porto.
“A parte singoli disguidi la cosa scandalosa è che Aria ha comunicato, lo ha detto Mazzoleni, alla giunta che non era in grado di gestire le prenotazioni in breve tempo. Ma si è voluto ugualmente fare annunci che era possibile accelerare tutto per dimostrare che si era efficienti. E poi si sono fatte pagare le inefficienze ai cittadini”.

Che fare adesso?
“Riteniamo gravissima la situazione però aspettiamo l’evolversi. Chiediamo un chiarimento, che Fontana venga a rispondere nelle sedi istituzionali. Non è possibile che non si presenti in Aula. Si tratta di una cosa privata del governatore ma che cade su tutta l’azione politica del centrodestra. I lombardi volevano rialzare la testa e proprio il centrodestra ha messo il loro orgoglio sotto i piedi. Da parte nostra possiamo dire che il M5S è pronto come alternativa credibile alla guida della Regione”.