Lombardia nel caos. Per Fontana è un fake montato dai media. Il governatore accusa i giornalisti. Ma ormai non gli crede più nessuno

Lombardia Fontana
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Il caos nella campagna vaccinale in Lombardia è una fake news. Nonostante il sistema delle prenotazioni sia andato completamente in tilt, lo stesso governatore abbia invitato il CdA di Aria – la società incaricata di gestire quel sistema e tanto cara alla Lega – a dare le dimissioni e la Lombardia sia tra le otto regioni italiane che hanno vaccinato il minor numero di over 80, il presidente della Regione, Attilio Fontana, ieri ha liquidato come fango mediatico l’ennesimo scivolone compiuto dalla sua amministrazione da quando è iniziata l’emergenza coronavirus.

All’apparenza un tentativo, estremo forse, per cercare di evitare di fare fagotto e creare in tal caso anche un enorme imbarazzo al centrodestra che ha sempre presentato il Pirellone come esempio di buon governo. E pure una mossa per provare a schivare il commissariamento. Ma la situazione era e a quanto pare continua ad essere fuori controllo.

LO SHOW. Fontana ha cercato, come sempre accade, di difendere pure l’indifendibile, sostenendo che il sistema delle prenotazioni vaccinali della Lombardia ha sicuramente fatto degli errori, che “stanno per essere risolti”, ma aggiungendo che “molte volte l’informazione è schiava di false notizie”. Parole che si commentano da sole. Tutto in un territorio in cui ieri il tasso di positività è rimasto all’8,3%, i nuovi casi in provincia di Milano sono stati 1.460, 696 nel bresciano e 548 in provincia di Monza e Brianza, e cento i decessi, portando il totale dei morti dall’inizio della pandemia a 30.285.

L’AFFONDO. Al Pirellone non vengono però ormai fatti sconti né consentite agili vie di fuga. “In tutte le famiglie c’è il fratello più sveglio degli altri, sicuramente il centrodestra in Lombardia non ha premiato i più svegli”, ha dichiarato il consigliere regionale pentastellato Gregorio Mammì. “Il presidente del Veneto, Luca Zaia, ha detto che tutti gli over 65 che accompagneranno a fare la vaccinazione un familiare over 80, saranno vaccinati nella stessa seduta – ha aggiunto – oppure, in caso di problemi contingenti, tornerà a casa con la prenotazione in mano.

Perché tutto questo in Lombardia non accade? Perché hanno trasformato la prima regione nell’ufficio complicazioni d’Italia”. Per Mammì, “il centrodestra lombardo, a differenza di quello veneto, non ha pensato a nulla per ottimizzare, accelerare, migliorare la performance delle vaccinazioni In Lombardia ci ritroviamo con il peggio del centrodestra del Paese”. A incalzare Fontana & C. è inoltre anche Italia Viva, solitamente più morbida verso le destre. “Dai dati sulle vaccinazioni in Lombardia – ha detto il deputato renziano Gianfranco Librandi – emergono alcune evidenze gravi. Più di 112mila ventenni vaccinati e più di 152mila trentenni a fronte di quasi 54mila settantenni”.