In Lombardia è ancora caos sui vaccini. Lasciano i vertici di Aria. E Fontana prova ad arruolare l’Anci nella cabina di regia

Lombardia vaccini Fontana
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In Lombardia è ancora caos sui vaccini. Come chiesto dal governatore Attilio Fontana (leggi l’articolo), il consiglio di amministrazione di Aria, la società della Regione Lombardia che si occupa anche delle prenotazioni di chi vuole vaccinarsi, si è dimesso. Il caos nella campagna vaccinale però prosegue e, nonostante i tentativi delle destre di minimizzare, la situazione continua ad essere particolarmente critica. Il commissariamento sembra così più che un’eventualità.

RESISTENZA. Sul fronte della lotta al Covid il Pirellone sta cercando in tutti i modi di non gettare la spugna. Mentre ieri ha continuato a crescere il tasso di positività, passando in 24 ore dal 7,1% all’8,4% e i decessi sono stati cento, per un totale di 30.185 morti dall’inizio della pandemia, il CdA di Aria spa ha appunto rassegnato le dimissioni e il direttore generale della società, Lorenzo Gubian, è stato nominato amministratore unico dell’azienda fino alla data di approvazione del bilancio 2020.

“Con questa grande complessità l’errore zero è impossibile. Qualche errore – ha provato a giustificarsi Gubian in una audizione alla Commissione bilancio del consiglio regionale, – su 1,3 milioni di eventi può capitare”. La stessa audizione è stata però definita una farsa dai pentastellati, mentre il capogruppo del Pd in consiglio regionale Fabio Pizzul e il consigliere Pietro Bussolati hanno dichiarato che “è emerso chiaramente che l’assessore Moratti e Bertolaso hanno fatto pressioni per scartare Poste Italiane e adottare Aria, nonostante la società avesse già evidenziato le criticità”, mettendo così sulla graticola sia l’assessore che doveva riparare ai guati del predecessore Giulio Gallera che l’ex capo della Protezione civile considerato dalle destre l’uomo dei miracoli.

Sempre per cercare di non finire travolti completamente dalle critiche, Fontana, Moratti e l’assessore agli enti locali Massimo Sertori, al termine di un incontro con i rappresentanti lombardi dell’Associazione nazionale dei comuni italiani, hanno fatto entrare l’Anci nella cabina di regia del piano regionale di vaccinazione anti-Covid.

IL PRESSING. La difficile situazione della Lombardia sul fronte vaccini è ormai un caso nazionale e proprio a livello nazionale al Pirellone non vengono più fatti sconti. “Non vogliamo più vedere code di anziani in attesa del vaccino o convocati in piena notte. Lo dico da lombarda, il presidente Fontana chieda aiuto al governo.

Il piano vaccinale del governo Draghi esiste, ma in Lombardia va fatto funzionare con l’aiuto dell’esercito e della Protezione Civile”, ha affermato la deputata dem Lia Quartapelle. Si torna così a parlare con insistenza di un possibile commissariamento della campagna vaccinale regionale da parte del governo Draghi. Un passaggio che faerebbe però rischiare di archiviare definitivamente il progetto di autonomia differenziata del referendum proposto dalla Regione ormai quasi 4 anni fa.