Luciani fa il bis, incarichi da controllore e controllato. Via Arenula vigila sull’Ordine dei commercialisti di cui è consulente il giurista ingaggiato pure dal ministero

commercialisti Luciani
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Definitivamente scadute le cariche del Consiglio nazionale dei commercialisti e falliti i tentativi di ottenere una proroga, a bloccare le nuove elezioni è intervenuto il Tar, che ha accolto il ricorso di una commercialista di Pescara e annullato il regolamento per le elezioni dell’ente, ritenendo che non rispetti la parità di genere.

Nell’attesa di nuove regole restano così al loro posto il presidente e i 20 consiglieri, per i quali, in base al bilancio di previsione 2021, quest’anno è prevista una spesa di oltre 2,3 milioni di euro. Sono cadute nel vuoto le richieste fatte al Ministero della giustizia, a cui spetta la vigilanza sul Consiglio dei commercialisti, di nominare un commissario.

Emerge intanto che proprio uno dei principali consulenti del dicastero di via Arenula, l’avvocato Massimo Luciani (nella foto), a cui la ministra Marta Cartabia ha affidato l’incarico di redigere una bozza di riforma del Csm, è anche uno dei consulenti scelti lo scorso anno dal Consiglio degli stessi commercialisti proprio sul contestato regolamento elettorale.

Nello specifico, Luciani ha avuto nel 2020 tre consulenze dall’ente presieduto da Massimo Miani per il contenzioso avviato al Tar contro il decreto del Ministero della giustizia sul regolamento elettorale per il Consiglio dell’Ordine dei commercialisti, per lo stesso contenzioso davanti al Consiglio di Stato e per redigere un regolamento per le elezioni. Incarichi per circa 24mila euro.