L’Ue prova a convincere Donald Trump attraverso un ricatto, ovvero la mancata ratifica dell’accordo sui dazi della scorsa estate. “Per noi, è chiaro che l’estate scorsa avevamo fatto un accordo con gli Stati Uniti d’America, in Scozia, su come organizzare le nostre relazioni commerciali bilaterali, e ciò che è in gioco ora è l’affidabilità di quell’accordo da parte statunitense. Rimetterlo in discussione ora e proferire minacce sul fronte dei dazi è totalmente inaccettabile. Ed è per questo che il Parlamento europeo ha deciso, insieme ai tre gruppi politici maggiori, di sospendere l’accordo commerciale” con gli Usa, non procedendo alla sua ratifica, necessaria per l’entrata in vigore nell’Ue. Lo ha spiegato oggi a Strasburgo, in una conferenza stampa a margine della sessione plenaria del Parlamento europeo, il presidente del Ppe, Manfred Weber.
Anche il gruppo dei Socialisti e Democratici e i Liberali di Renew hanno appoggiato la sospensione della ratifica. “Questa – ha continuato Weber – è una risposta risoluta, ed è lo strumento più potente che abbiamo in questo momento nelle nostre mani, perché significa che gli Stati Uniti non otterranno un accesso con dazi pari allo 0% al mercato unico europeo. Questo è il messaggio che trasmettiamo dal punto di vista del Parlamento europeo”. “Ho avviato questa iniziativa nel fine settimana e gli altri colleghi – ha riferito il presidente del Ppe – hanno sostenuto l’idea, ed è un’intesa comune qui in quest’Aula. Questo è il primo passo, in un certo senso”.
La proposta del Ppe e del Parlamento Ue per trattare con Trump: far saltare l’accordo sui dazi
“D’altro canto – ha avvertito – voglio anche chiarire che noi del Ppe consigliamo di mantenere la calma in questi colloqui commerciali, di non inasprire ulteriormente la situazione, di non farlo in stile Trump, se posso dire così; adottiamo invece lo stile europeo”. “Questa – ha indicato Weber – è la settimana dei colloqui, in cui la presidente della Commissione Ursula von der Leyen e Friedrich Merz, il cancelliere tedesco, avranno la possibilità di parlare con Donald Trump, e Giorgia Meloni ha già avuto un colloquio con lui”. “Per quanto riguarda la questione della sicurezza – ha aggiunto – la Groenlandia è parte integrante della Danimarca. Quindi, chi gioca con la Groenlandia sta giocando con la Nato; è ovvio che c’è questo in gioco, che è una questione più ampia. Noi sottolineiamo che la dimensione artica della nostra sicurezza è della massima importanza anche per noi europei, ma che dobbiamo rendere le cose più sicure insieme, all’interno della cooperazione transatlantica: e questo che noi sosteniamo”.
Insomma, ha insistito il presidente del Ppe, “gli Stati Uniti non otterranno l’accesso al mercato europeo, con dazi allo zero per cento. E questo è un fatto enorme. È una questione fondamentale per le imprese americane. Non otterranno i dazi allo zero per cento se noi non possiamo fare affidamento sull’accordo concluso. Questa è la questione sul tavolo, e dovrebbe essere al centro del dibattito questa settimana”.
Per Weber ora “la vera domanda è: come gestiamo ora il lavoro con questo modo di fare politica di Trump? Nei miei colloqui con Friedrich Merz e altri leader della famiglia del Ppe, ho chiesto di utilizzare l’accordo concluso in Scozia come potente strumento, questa settimana, per dire a Trump: lo vuoi? Allora, per favore, torna a un approccio affidabile. Se non vuoi tornare indietro, allora abbiamo un problema e non otterrai l’accesso” al mercato Ue a dazi zero. “Ora è tutto in gioco”, secondo il leader del Ppe, con l’accordo sospeso.