L’ultima crociata prima di chiudere Barack. Obama prepara misure contro la Russia per le interferenze nelle elezioni presidenziali

dalla Redazione
Mondo

Il 20 gennaio prossimo lascerà la Casa Bianca a Donald Trump. Ma prima di allora Barack Obama vuole lasciare il suo ultimo segno. Secondo quanto oggi rivela il Washington Post, Obama sarebbe prossimo all’annuncio di una serie di misure per punire la Russia per le sue interferenze nelle elezioni presidenziali dello scorso novembre.

Nelle scorse settimana, d’altronde, Obama ha più volte anticipato l’intenzione di rispondere a quello che, sulla base dei rapporti dell’intelligence, la Casa Bianca considera un attacco cibernetico russo al processo elettorale Usa in cui il presidente Vladimir Putin avrebbe avuto un ruolo diretto. “Credo che non ci sono dubbi sul fatto che, quando un governo straniero tenta di attaccare l’integrità delle nostre elezioni, dobbiamo agire. Ed è quello che faremo, nel tempo e nei modi che sceglieremo”, aveva detto in un’intervista a metà di dicembre.

Il Washington Post sottolinea che queste misure potranno comprendere sanzioni economiche e censure diplomatiche. Il giornale americano precisa che l’amministrazione sta finalizzando i dettagli, ma l’annuncio delle misure potrebbe arrivare entro la fine di questa settimana. La base legale dell’azione sarebbe fornita, in parte, da un ordine esecutivo del 2015 che fornisce al presidente l’autorità di rispondere agli attacchi informatici provenienti da Paesi stranieri e che minacciano la sicurezza e l’economia nazionale. Il Post rivela ancora che i consiglieri legali della Casa Bianca hanno stabilito però che il testo dell’ordine esecutivo deve essere variato per poter essere applicato a quello che, secondo i rapporti dell’intelligence Usa, è stato un attacco hacker, orchestrato dalla Russia, contro il processo elettorale americano. Si dovrà dichiarare il sistema elettorale come parte della “infrastruttura vitale” degli Stati Uniti o cambiare l’ordine del 2015 per inserirvi una nuova minaccia, appunto l’interferenza elettorale, spiegano gli esperti legali che però hanno anche un altro obiettivo. Quello, cioè, di rendere il più possibile difficile per Donald Trump abolire le misure una volta insediatosi, il 20 gennaio prossimo, alla Casa Bianca.