L’ultima ipotesi: cyber-dirottatori per il Boeing 777

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dalla Redazione

Il Boeing 777 della Malaysian Airlines, scomparso l’8 marzo, potrebbe essere stato dirottato con un cellulare o con una semplice chiavetta Usb. A formulare questa nuova ipotesi è un’esperta anti-terrorismo, Sally Leivesley, ex funzionario del ministero dell’Interno britannico, secondo cui potrebbe essersi trattato del “primo dirottamento informatico” della storia. La velocità, l’altitudine e la rotta dell’aereo potrebbero essere state modificate attraverso segnali radio inviati da un dispositivo elettronico, con codici creati da “cyber-terroristi” che sarebbero riusciti a introdursi nei sistemi dell’aereo, superando tutte le barriere di sicurezza. Il Boeing, secondo la consulente anti-terrorismo, potrebbe essere stato controllato in remoto e fatto atterrare. In un’intervista alla stampa britannica, Leivesley ha spiegato che un’azione di questo tipo potrebbe essere stata eseguita da una persona con conoscenze “molto avanzate” di ingegneria informatica e che sarebbe la prima volta che un aereo viene pilotato in remoto, “controllato con segnali elettronici”.

Un aereo dunque che potrebbe non essersi schiantato, ma che invece potrebbe essere in mano a qualche terroristo pronto per essere utilizzato in un nuovo attacco stile 11 settembre. Per questo Israele ha rafforzato le proprie difese aeree. Lo ha rivelato l’emittente Channel 2, secondo la quale i responsabili della sicurezza e dell’aviazione dello Stato ebraico si sono riuniti dopo la scomparsa dell’aereo e hanno deciso di approntare una serie di misure per rafforzare la difesa dello spazio aereo israeliano. Tra le misure decise, la richiesta di identificazione anticipata ai voli di linea che si avvicinano allo spazio aereo di Israele.